Finanza Vaticana, rinegoziato l’accordo con PwC

L'Istituto delle Opere di Religione
Foto: CNA Archive
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Finanze vaticane, la revisione esterna dei conti è stata rinegoziata. Dopo aver sospeso il precedente accordo per l’auditing esterno con la società internazionale Pricewaterhouse Coopers (PwC), un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede spiega il nuovo accordo: la revisione contabile è affidata all’ufficio del Revisore Generale, mentre la PwC svolgerà “un ruolo di assistenza e sarà a disposizione dei dicasteri che vorranno avvalersi del suo supporto e consulenza”.

Il comunicato della Sala Stampa vaticana mette fine ad una polemica che si era aperta lo scorso 12 aprile, quando venne reso noto che la Santa Sede aveva sospeso l’accordo con PwC per la revisione esterna dei conti vaticani.

La società era stata ingaggiata il 5 dicembre 2015 dalla Segreteria dell’Economia per rivedere i conti dei 120 dipartimenti finanziari della Santa Sede, considerando se questi erano stati compilati secondo gli standard internazionali. La Segreteria di Stato aveva sospeso l’accordo con due lettere, spiegando che le procedure non erano state correttamente applicate.

Il comunicato della Sala Stampa vaticana ci tiene a precisare che “a differenza di quanto riportato da alcuni fonti, tale sospensione non era dovuta a considerazioni circa l’integrità o la qualità del lavoro avviato da PwC, tanto meno alla volontà di uno e più enti della Santa Sede di impedire riforme in corso”.

Di certo, la revisione esterna era stata avviata quando ancora non era stata terminata la revisione interna, che è di competenza dell’Ufficio del Revisore Generale dei Conti, il terzo degli enti finanziari della Santa Sede scaturiti dalla grande riforma dell’economia vaticana che portò allo stabilimento della Segreteria per l’Economia e del Consiglio per l’Economia.

Il 15 giugno 2015, Revisore Generale è stato nominato Libero Milone, il quale è stato ricevuto dal Papa l’1 aprile 2016, qualche giorno prima che la Segreteria di Stato avviasse le procedure per sospendere la collaborazione con PwC.

Si contestava, secondo alcune ricostruzioni, il fatto che l’accordo desse alla società esterna un pieno accesso a tutti i conti dello Stato, senza considerare che invece c’è una revisione esterna che va fatta in precedenza. Spiega la Sala Stampa della Santa Sede che “si è ritenuto opportuno sospendere le attività di revisione per esaminare il significato e la portata di alcune clausole del contratto, nonché la modalità di esecuzione del medesimo”.

Nella revisione, si è riconosciuto che “per legge, il compito della revisione contabile è affidata all’Ufficio del Revisore Generale, come avviene di regola in ogni Stato sovrano”. La Santa Sede, infatti, non è una azienda i cui conti devono essere passati al vaglio di autorità esterne, ma uno Stato sovrano, la cui amministrazione va regolata secondo le regole degli Stati. Di fatto, ci sono già varie revisioni esterne sulla contabilità della Santa Sede, sia in quella che era la Prefettura degli Affari Economici, sia all’Istituto delle Opere di Religione, la cosiddetta “banca vaticana”, dove si cominciò con un “auditing” esterno già nel 1996, proprio con PwC.

PwC quindi è chiamato ad affiancarsi al Revisore Generale, anche perché – spiega la Sala Stampa della Santa Sede – “il percorso verso una corretta e appropriata implementazione degli International Public Sector Accounting Standards” è normalmente un processo prolungato”, che “richiede una serie di scelte legislative e l’adozione di procedure contabili amministrative, attualmente in via di elaborazione”.

 Da qui, il nuovo accordo che “prevede una collaborazione più ampia di PwC suscettibile di essere adattata alle esigenze della Santa Sede”, con la sottolineatura che “l’impegno di una revisione economico-finanziaria della Santa Sede e dello Stato di Città del Vaticano è stato, e rimane, prioritario.”

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