Fra Umile da Genova e l'amore verso i poveri

Religioso, fondò il Sorriso francescano per assistere i bambini poveri ed abbandonati

Fra Umile da Genova
Foto: Fraticapuccini.it
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Cosa spinge un ragazzo di poco più di venti anni a lasciare tutto per ritrovarsi povero, casto, obbediente e per di più agli ordini di un superiore, se non l'amore?

Ed è proprio questa la parola magica che ha brillato nel cuore di Giovanni Bonzi (1898-1969), ragioniere presso la Cassa di Risparmio di Genova, tanto da chiedere di entrare tra i Frati Minori Cappuccini liguri.

La vita del convento all'inizio non è semplice, in quanto è scandita dalla molta penitenza e dalla tanta preghiera, ma il giovane con tenacia e fiducia in Dio vi si adatta con straordinario buonumore.

Entrando in comunità, oltre alle abitudini, cambia anche il nome di battesimo in quello di fra Umile da Genova. Niente di più e niente di meno che un programma di santità.

Completati gli studi viene ordinato sacerdote. E' il 25 gennaio 1925.

Per volere dei superiori si laurea il Teologia e Filosofia tomistica presso l’Università Gregoriana di Roma, divulgando così il suo sapere ai giovanissimi studenti della Provincia religiosa.

Dal 1928 al 1945 si distingue per l'insegnamento, chiaro ed approfondito, e per quel modo di essere che lo contraddistingue nel popolo di Dio. La cultura, però, non è il suo obiettivo ma solo un mezzo per divulgare un altro sapere: quello di Dio.

Visitatore in diversi Istituti religiosi (1940-1941), Giudice presso il Tribunale ecclesiastico della Liguria (1943) è anche chiamato ad essere il vicepostulatore della causa di beatificazione della serva di Dio Maria Francesca Rubatto, fondatrice delle Suore Terziare Cappuccine di Loano: la sua attività non conosce soste.

Oltre a ciò si dà ad un intensa attività di predicazione e dirige molte anime conquistate dal suo essere semplice ma soprattutto buono.

Non pagò di ciò, avendo visto gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, fra i vicoli e nei volti della sua città fonda il Sorriso francescano, un'opera di beneficenza per assistere i bambini poveri ed abbandonati.

In quest'attività spende i suoi migliori talenti per non essere solo di aiuto ma di sostegno in tutte quelle situazioni in cui il dolore poteva trovare la sua strada. Portando la gioia offre la risposta adatta alle tante situazioni delicate rimaste prive di un soccorso, se non il sorriso di fra Umile.

Per tale apostolato istituisce le Piccole Ancelle di Gesù Bambino.

Semplice, operoso e generosissimo vive il suo quotidiano all'insegna degli altri.

Chi ha il dono di conoscerlo ne ricorda l'accoglienza e quella speciale allegria che contagiava le situazione più disperate.

Fu un vero padre ed un autentico francescano, cui la gioia è parte integrante di quell'essere figlio di San Francesco di Assisi.

Nel 1960 il Presidente della Repubblica Italiana lo decora con una medaglia d'oro per le “non comuni e gratuite prestazioni a favore dell'istruzione elementare e dell'educazione infantile”.

La vera decorazione, però, è il bene che brilla negli occhi dei molti bambini da lui salvati.

Chi ha vissuto con lui lo ricorda come un religioso esemplare, dotato di molto buon senso e grande equilibrio interiore.

Forte e delicato, il suo amore per la Madonna era oggetto delle sue riflessioni e dei molti colloqui con tutti coloro che si rivolgevano alla sua intercessione.

Spira il 9 febbraio 1969 a Genova.

Il corpo del cappuccino riposa nella Cappella del Sorriso francescano, a Coronata, nella quale attende tutti coloro che, si recano a trovare il cappuccino dal sorriso di Dio.

Il 16 gennaio 1993 l’Arcidiocesi di Genova ne apre la causa di beatificazione.

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