Francesco ricorda il magistero di Giovanni Paolo II sulla Divina Misericordia

Un momento della intervista
Foto: TV2000
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L’Anno Santo “è stato una benedizione del Signore e anche, non dirò il punto finale, ma un passo avanti grande del processo che è incominciato con il Beato Paolo VI, e poi San Giovanni Paolo II che ha fatto un accento molto forte sulla Misericordia: pensiamo ai tre fatti grandi, no?: l’Enciclica, il giorno della Divina Misericordia nell’ottava di Pasqua e la canonizzazione di suor Faustina. San Giovanni Paolo II ha fatto un passo grande”.

Papa Francesco lo dice nella intervista alla tv dei vescovi italiani TV2000 in una intervista realizzata da Lucio Brunelli, amico personale del Papa, e Rufini direttore di rete.

La intervista, trasmessa dalla emittente alle 21 di domenica sera,  rilegge i momenti principali del Giubileo, dai venerdì di misericordia, il Papa parla in particolare di due appuntamenti, al tema che il Papa ripete sempre del rischio idolatria del denaro.

Alcune note personali per Papa Francesco che ricorda le sue scelte giovanili, ma anche gli incontri più forti del giubileo come quello con i carcerati.

Francesco parla del senso sell’ umorismo e cita Tommaso Moro, e scherza definendo “lecca calze” gli adulatori.

Ma ricorda anche che “giustizia e misericordia in Dio sono una sola cosa. La misericordia è giusta e la giustizia è misericordiosa” per sfuggire alle forme di ipocrisie, e riutilizza la parola “cardiosclerosi” .

Infine una nota sugli ottanta anni di vita che il Papa celebra il 17 dicembre: “Per me, la preghiera aiuta tanto. Poi, dormo bene: è una grazia del Signore, questa. Dormo come un legno. Il giorno delle scosse del terremoto, non ho sentito nulla, eh? Tutti hanno sentito, il letto che ballava … No, davvero, dormo sei ore ma come un legno”. E conclude “non dimenticate che la malattia più grossa, oggi, è la cardiosclerosi e che ci vuole una rivoluzione della tenerezza”.

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