Francia, cominciata la distruzione di una cappella. E non è la sola

La Chapelle St. Joseph viene demolita per far posto a un campus universitario. Non è la sola chiesa rischio in Francia. La denuncia di Urgences Patrimoine

La demolizione della Chapelle St. Joseph a Lille
Foto: Urgences Patrimoine
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Lille, Francia, 11 febbraio. Mentre quasi tutti i lavori nella regione Hauts-France erano bloccati a causa della neve, gli scavatori cominciano quella che sembra essere una opera urgente: la demolizione della Chapelle St. Joseph, una cappella della fine del XIX secolo costruita su progetto di Auguste Mourou. Sconsacrata e in disuso, la cappella è stata oggetto di un permesso di demolizione rilasciato nel 2019 dal comune per la costruzione di una parte del nuovo campus della scuola di ingegneria Junia. Ma non è la sola chiesa a rischio in Francia.

Nel Paese della laicité, anche la memoria degli edifici religiosi diventa qualcosa da cancellare per permettere a nuovi edifici di essere costruiti. E non sorprende, se si considera che si pensava persino di distruggere Notre-Dame, quando questa era diventata decadente e inutilizzata, prima della grande ristrutturazione di Viollet le Duc.

Il progetto che va a sostituire la Chapelle St. Joseph prevede 40 mila metri quadrati di locali didattici, di cui 22 mila di nuovi locali. Con un investimento di 128 milioni di euro, il campus dovrebbe ospitare un totale da 5 mila 8 mila studenti. Per salvare la cappella, è stato chiesto al Ministero della Cultura di riclassificare l’edificio. Il Ministero della Cultura ha rigettato la richiesta, sottolineando che “rinunciare alla demolizione della cappella comporterebbe l’abbandono di un importante progetto per lo sviluppo dell’istruzione superiore, che rappresenta un investimento di 120 milioni di euro”, e che il progetto del campus include “il restauro completo del Palazzo Rameau”, un edificio accanto alla cappella, sempre dell’architetto Moureau.

Resta da comprendere perché la cappella non vada preservato, mentre il palazzo sì. Anche perché – spiega Etienne Poncelet, ispettore generale onorario dei monumenti storici – “è falso che la cappella sia in cattive condizioni”, come spiegato dal Ministero della Cultura. Si tratta, invece, di “un edificio in buone condizioni, un esempio architettonico unico, con un chiostro sospeso”, che rappresenta anche una testimonianza storica della presenza dei gesuiti a Lille.

La distruzione è cominciata nonostante l’opposizione di molte personalità politiche e culturali, e una petizione di 12.400 firme lanciata da Urgence Patrimoine. L’associazione ha anche denunciato che i lavori sono iniziati in fretta e furia, e non durante le vacanze scolastiche come si era previsto, per motivi di sicurezza.

Non è la sola chiesa a rischio in Francia. Il destino di Sainte-Germaine-Cousin, a Calais, era ancora sospeso. Luogo di culto in Art Deco, modello per altre costruzioni religiose negli Anni Venti e Trenta del secolo scorso.

Nell’agosto 2020, la diocesi di Arras aveva dichiarato di volersi separare dalla chiesa perché il mantenimento delle possibilità finanziarie. Si era poi scoperto che la diocesi era presumibilmente in trattativa con agenti immobiliari, che avevano intenzione di radere al suola la chiesa per costruirvi una residenza con vari appartamenti, nella quale sarebbe stata costruita una cappella, per concessione alla diocesi, che aveva fatto sapere che le porte della chiesa erano comunque aperte raramente per la celebrazione delle funzioni.

Il problema è che ventotto tetti di vetro della chiesa di Sainte-Germaine-Cousin, firmati dal maestro vetraio Louis Barillet, erano stati registrati dal 1997 nell’inventario dei monumenti storici, e sono per questo protetti.

Ma non si tratta solo delle vetrate. La chiesa conserva altri tesori artistici, come un mosaico della Via Crucis, anche questo probabilmente opera di Barillet; i pilastri candidi con decorazioni neo bizantine; e altre piccoli accorgimenti architettonici voluti da Louis Barbier, che ne fanno una delle chiese più particolari di Calais.

La distruzione avverrebbe con costi elevatissimi e ingiustificati, considerando che la chiesa è sana, nonostante l’umidità, e che dunque demolire la chiesa significherebbe anche andare a rimuovere i pilastri che la sostengono e che andrebbero sostituiti.

Incerto anche il futuro della chiesa di Saint-Èloi a Trith-Saint-Léger du Poirier. Ma in quel caso c’è qualche novità positiva: Xavier Bertrand, presidente della Regione, ha affrontato la questione, e magari potrebbe superare l’empasse data dal disinteresse del Comune.

Secondo il Comune, i lavori di ristrutturazione della chiesa costano 800 mila euro, secondo una stima fatta da un ufficio di progettazione dieci anni fa. La stima non è consultabile. Il Comune, con la scus delle spese, intende abbattere la chiesa, cosa che sarebbe, sempre secondo il municipio, meno costosa che ristrutturarla.

Xavier Bertrand ha ha nominato il Consigliere regionale e Presidente della Commissione di sensibilizzazione per lo studio del fascicolo e ha anche inoltrato le nostre lettere al Vicepresidente Hauts de France responsabile per l'agricoltura e l'agroalimentare e la Bioeconomia. .

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