Francia, quattro settimane di preghiere e digiuno per la Legge sulla Bioetica

I vescovi di Francia hanno chiesto ai fedeli di pregare, mentre il controverso testo sta ora per approdare di nuovo in Senato

L'emiciclo del Senato di Francia, dove è in discussione la legge sulla bioetica
Foto: senat.fr
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È cominciata il 15 gennaio, e durerà fino al 5 febbraio, la preghiera del venerdì dei fedeli cattolici di Francia chiesta dai vescovi francesi in vista del nuovo passaggio al Senato della legge sulla bioetica. La legge, fortemente criticata dai vescovi che sin dal 2018 si sono impegnati in un dibattito con il governo, è tornata al Senato, dopo essere stata calendarizzata la scorsa estate come priorità del dibattito politico al termine del lockdown.

La campagna di preghiera è stata lanciata dai vescovi francesi lo scorso 13 gennaio, per rispondere alla “diffusa cecità riguardo la dignità di ogni essere umano” nella società francese”.

Per questo, i vescovi di Francia hanno chiesto a “tutti i cattolici, così come a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, di rivolgersi a Dio con preghiera e digiuno e chiedergli la grazia di aprire a tutti gli occhi e di essere artigiani del rispetto per tutti gli esseri umani dal momento del concepimento”.

I vescovi hanno sottolineato di voler “aiutare la nostra società ad essere una società di amore e speranza nella verità e rispetto per la dignità umana, altrimenti la fraternité del nostro motto sarebbe una illusione.

La campagna di preghiera durerà fino al 5 febbraio, e i vescovi francesi hanno anche pubblicato una guida supplementare di preghiera con meditazioni dalle Scritture e specifiche intenzioni da pregare ogni giorno, nonché un podcast informativo chiamato Eglise et Bioethique, in cui si parla di una varietà di temi, dall’eutanasia all’intelligenza artificiale.

Dopo sei mesi di pausa, il Senato francese sta di nuovo discutendo la legge sulla bioetica. La nuova legge sulla bioetica andrebbe a finanziare la procreazione assistita anche per le coppie omosessuali e le donne single, mentre attualmente in Francia la possibilità di una fecondazione in vitro è ristretta coppie sposate e conviventi di uomini e donne che hanno una diagnosi di infertilità.

Il progetto di legge è stato votato dall’Assemblea Nazionale a ottobre 2019, poi modificato e votato dal Senato a febbraio 2020. Quindi, c’è stato il lockdown in Francia, e la legge è finita tra le leggi da discutere. Ma è stata inclusa tra le emergenze nazionali, e dunque subito ricalendarizzata con urgenza, mentre, aveva notato l’arcivescovo Michel Aupetit di Parigi, la “maggior parte delle importanti riforme devono essere rinviate e riviste”, e mentre la Francia è stata messa in ginocchio dalla crisi sanitaria.

vescovi francesi stanno lavorando da tempo alla questione delle leggi sulla bioetica, e hanno partecipato attivamente anche agli “Stati generali “sulla legge nel 2018, riferendone anche in un incontro in Vaticano. Sul sito della Conferenza Episcopale Francese, c’è da tempo un dossier tutto dedicato al tema.

Nonostante la preoccupazione dei vescovi, sembra che la Francia non possa fare a meno di discutere la questione. Il 13 gennaio, il ministro della Salute Oliver Veran ha parlato alla commissione del Senato che studia il testo della legge descrivendo il testo come “una legge che porta nuovi diritti.

Tra i temi in discussione, anche gli emendamenti votati lo scorso luglio dall’Assemblea Nazionale che autorizzavano il metodo ROPA, ovvero la cosiddetta “maternità condivisa”. Gli emendamenti erano stati inizialmente rifiutati in prima discussione.

ROPA significa “Ricevimento di Ovociti dal partner”, ed è un metodo di fecondazione in vitro che pone un embrione fecondato con l’ovulo di una donna nell’utero dell’altra partner femminile della coppia per la gestazione.

Un altro emendamento introdotto in Senato è il cosiddetto metodo dei “fratelli saggi”, vale la possibilità di usare embrioni nati attraverso la fecondazione in vitro per l’uso delle cellule staminali del loro sangue ombelicale per trattare un fratello malato. La possibilità era stata già adottata nella legge delle Bioetica del 2004, ma l’Assemblea Nazionale, ad ottobre dello scorso anno, aveva votato contro la prosecuzione del metodo. Ora la possibilità è stata reintrodotta.

L’arcivescovo Michel Aupetit aveva messo in luce in un articolo su Le Figaro del 29 giugno la sua preoccupazione per il fatto che embrioni umani siano “banalizzati e scartati come volgari prodotti di consumo”, e sottolineato che “è la società dei consumi che fa sempre più leva sul desiderio degli adulti senza alcuna considerazione delle conseguenze sulle future generazioni, al punto da far loro violenza.

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