Fratelli tutti, che cosa è la fraternità per San Francesco di Assisi ?

Un colloquio con Padre Pietro Messa docente di storia del francescanesimo alla Facoltà di Teologia della Pontifica Università Antonianum di Roma

San Francesco e la fraternità
Foto: www.assisiofm.it
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“Fratelli tutti, scriveva san Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro ‘quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui’. Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”: così inizia l’enciclica di papa Francesco, ‘Fratres omnes’, dedicata alla fraternità ed all’amicizia sociale.

Partendo da questo incipit a padre Pietro Messa, docente di storia del francescanesimo alla Facoltà di Teologia della Pontifica Università Antonianum di Roma, abbiamo chiesto di spiegarci il titolo dell’enciclica: “Nella crisi sanitaria, economica e sociale attuale papa Francesco richiama al fatto che si è tutti fratelli e quindi la via per una vita in pienezza, sia a livello personale che comunitario, è prendersi cura gli uni degli altri. Una realtà tanto semplice e importante quanto disattesa con conseguenze disastrose. Basti pensare che una percentuale minima della popolazione detiene la stragrande maggioranza delle ricchezze e viceversa”.

 Allora cosa era la fraternità per san Francesco?

“Il pensiero e spiritualità di Francesco d’Assisi è essenzialmente un cristocentrismo trinitario, ossia Gesù Cristo che rivela il Padre. Di conseguenza ogni uomo e donna hanno la dignità di figli e quindi fratelli tra loro. Lo Spirito Santo dà la capacità non solo di vedere chi ci sta accanto ma anche di vedere più profondamente, ossia credere, che quello è un fratello di cui prendersi cura come una madre che nutre e sostiene il proprio figlio. Quindi la fraternità per frate Francesco è una questione di fede, cioè avere un occhio penetrante (Libro dei Numeri, 24) e profetico (‘Francesco profeta. La costruzione di un carisma’, Roma 2020) sulla realtà”.

 In ‘Opposizione polare’ il teologo Romano Guardini scriveva: ‘L’unità non consiste nell’esistenza, poniamo, giustapposta dei due opposti, nel loro essere (solo) legati fra loro. Si tratta di reale unità, talmente stretta e intima che nessuna delle comparti può esistere o essere pensata senza l’altra. Ognuna coesiste, non solo, ma insiste nell’altra. Proprio questa è l’unità vivente’. Quale nuova cultura ‘francescana’ propone il Papa?

“L’opposizione polare illustrata da Romano Guardini è un aspetto molto importante nel pensiero di papa Francesco tanto che si può, senza forzature, affermare che è uno dei pilastri fondamentali del suo magistero. Essa consiste nel fatto che nella vita concreta vi sono realtà che pur opponendosi sono chiamate a stare assieme, come ad esempio verità e carità, individualità e comunità, giustizia e misericordia, accoglienza e integrazione, tenerezza e legalità. Certamente è una grande tensione vivere in tale opposizione polare ma è una croce feconda che quando è scansata si cade nelle polarizzazioni infruttuose, sterili e violente. Ora questa opposizione la si ritrova sia negli scritti di Francesco d’Assisi che nell’enciclica ‘Fratelli tutti’, ad esempio al numero 142 e seguenti, che illustra la tensione tra globalizzazione e localizzazione”. 

Questa enciclica sociale quanto deve al pensiero sociale dei Papi precedenti?

“Giustamente ha affermato  Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia, nel libro ‘Abita la terra e vivi con fede. Costruire il futuro attraverso le sfide del nostro tempo’: ‘Nel corso della sua storia non molto lunga (iniziata verso la fine del XIX secolo), la dottrina sociale della Chiesa ha privilegiato, a seconda dei vari periodi storici, alcune tematiche, che venivano segnalate come il punto centrale di interesse per illustrare l'insegnamento del Vangelo nella sua dimensione più prettamente umanistica... Certamente, con il passare del tempo, tutte queste riflessioni si sono approfondite e ampliate. Ma è necessario ribadire che i temi della dottrina sociale sono sempre gli stessi, in quanto provengono sempre dalla medesima fonte: il Vangelo. L'annuncio di Cristo in contesti storici diversi ha imposto una riflessione rinnovata intorno alle grandi questioni umanitarie che interpellano la vita della Chiesa e del mondo intero’. Proprio perché enciclica sociale "Fratelli tutti" si colloca nel solco dei documenti precedenti ma senza cadere in un archeologismo visto che dà un apporto nuovo dovuto alla realtà concreta attuale”. 

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