Gennaro e Francesco, arriva il miracolo

Papa Francesco al Duomo di Napoli
Foto: Angela Ambrogetti
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

E San Gennaro fece il miracolo. La visita di Papa Francesco a Napoli rimane nella storia perché per la prima volta nell'era moderna il sangue di San Gennaro si è sciolto per un Papa. Nemmeno per San Giovanni Paolo II avvenne il miracolo che a Napoli segna ancora la vita e i destini della gente. Fedeli e non.

Lo si capisce dallo sguardo con cui suore, preti, laici vanno a baciare la teca con l’ampolla dentro alla quale un liquido scuro si muove come acqua. Il sangue del Santo. Nessuna certezza scientifica, ma fede e simbolo dell’ Eucaristia, dell’ amore di Gesù. Di quel Gesù che il Papa argentino ha detto ai preti e religiosi di Napoli, deve essere al centro della vita.

Un discorso a braccio per Bergolgio, stanco tanto da decidere di fare il discorso da seduto. In ritardo di mezz’ora dopo il pranzo al carcere di Poggioreale, ma contento di poter indicare ancora una volta la via da seguire per essere buoni religiosi. Dal terrorismo delle chiacchiere al necessario distacco dai beni materiali, dalla necessità di pregare con l’ adorazione invece di vedere la tv, fino alla voglia di essere missionari i temi cari a Papa Francesco ci sono tutti.

Il Papa racconta aneddoti con la semplice efficacia di un parroco. E ai parroci di Napoli piace molto. Le suore di clausura lo “assalgono” con affetto.

La vita consacrata è andare dietro a Gesù, dice il Papa, non essere in lite con il vescovo o il parroco, non essere “terroristi” ma testimoni. Poi dice ai seminaristi: “se voi non avete Gesù al centro ritardate l’ordinazione!”

Per parlare di Maria cita Sant’ Alfonso Maria de Liguori e padre Rupnick, per parlare di spirito di povertà spiega che la Chiesa è più libera se non deve dipendere dai benefattori e aggiunge: “un sacerdote può avere i suoi risparmi, ma non il cuore lì, che siano ragionevoli !”

Infine la misericordia, tema centrale nel magistero di Francesco. Parla delle opere di misericordia, corporale e spirituale. Dedicare tempo ai malati o ad insegnare ai bambini a fare il segno della croce.

E infine, dopo un po’ di cattivi esempi arriva la indicazione più bella: la necessità della gioia. “La gioia che la mia vita è piena e ho scelto bene, che il Signore io prego tutti i giorni che il Signore è fedele a me anche se io non sono fedele al Signore, ma vado al Sacramento la gioia è vedere che il Signore è sempre fedele.” Una gioia che porta alla missione perché “la Chiesa è la sposa di Cristo che ha il tesoro più grande: Gesù. E la sua missione, il suo motivo di esistere è questo: evangelizzare, portare Gesù”.

Poi il Papa benedice i fedeli e poco dopo si avvicina alla teca delle reliquie. Spunta a lato dell’ altare il fazzoletto bianco: il sangue si è sciolto. Prima in parte dicono i napoletani, poi del tutto. L’applauso e il rumore delle macchine fotografiche sono la prima pagina dei quotidiani di domani. Napoli ha vissuto due miracoli oggi: quello di San Gennaro e quello di una città che ha saputo sopportare un blocco totale del traffico e dei mezzi. Per molti la città sembrava quasi lunare. Abituati al traffico e al rumore i napoletani hanno atteso il Papa quasi in silenzio lungo il percorso che ha portato la vettura panoramica per le vie del centro. Il sole ha salutato il Papa sul lungo mare, e le radio dei negozi hanno trasmesso tutto l’evento in diretta. Il miracolo della visita è avvenuto, come sempre ora il miracolo è nelle mani dei napoletani.

Ti potrebbe interessare