Georgia, si costruirà una chiesa intorno alla Porta Santa?

La Porta Santa nel giardino di Rustavi
Foto: Camilliani
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Là dove dovrebbe esserci una chiesa, c’è solo la Porta Santa, aperta nel mezzo di un giardino, in attesa di poter costruire finalmente la chiesa. Succede a Rustavi, in Georgia, nazione che sarà toccata da Papa Francesco nella seconda tappa del suo viaggio in Caucaso, che si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre. La sentenza del tribunale georgiano di prima istanza ha accolto la causa: se non ci saranno appelli, si potranno cominciare i lavori. E forse Papa Francesco potrà almeno benedire la prima pietra.

La Chiesa dovrebbe essere dedicata alla Divina Misericordia, e si trova a Rustavi. Le ultime notizie risalgono al 6 giugno, quando il Tribunale Georgiano di prima istanza ha accolto la causa dell’Amministrazione Apostolica per poter dare inizio ai lavori della Chiesa. Ci sono due settimane per fare ricorso, e ancora non è stato fatto. Se succedesse, i tempi si allungherebbero.

Ma perché era stata bloccata la costruzione della Chiesa? Si contestava che il comune di Rustavi aveva cambiato la destinazione del terreno su cui doveva sorgere la chiesa, diventato un luogo per costruire solo case private. Ma la Chiesa di Georgia ha fatto notare che il progetto era stato già approvato, e che il cambiamento della destinazione d’uso in seguito all’approvazione non ha fondamento giuridico.

Questa è solo una delle tante lotte che sta vivendo la Chiesa in Georgia, che dal Papa, durante il viaggio, si aspetta una parola di conforto, e anche una denuncia sulla questione dei ribattesimi.

In pratica, quando un cattolico vuole sposare un ortodosso, gli viene chiesto di battezzarsi di nuovo. Ma vengono ribattezzati anche anziani in punto di morte, testimoni di nozze ortodosse, padrini e madrine di battesimi ortodossi. Perché l’identità della Georgia si costruisce intorno alla Chiesa ortodossa. E la Chiesa Cattolica, una minuscola parte della popolazione (circa l’1 per cento) sempre più erosa, ne fa le spese, in termini di numeri e di permessi di costruzione degli edifici sacri.

La pressione sui cattolici è comunque strisciante. Sabato 21 maggio, durante la celebrazione giubilare delle famiglie a Rustavi, un sacerdote ortodosso con un gruppo di persone si è presentato al termine della celebrazione sottolineando che non si doveva costruire una chiesa perché non necessaria, non essendoci – a suo dire – cattolici a Rustavi. Ovviamente, non era vero.

 

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