Germania, chiesa di Neumarkt si illumina di rosso per ricordare i cristiani perseguitati

Là dove c´è persecuzione, c´è anche la fede, ha detto l´egiziano Kiro Khalil

Chiesa di San Giovanni a Neumarkt
Foto: KIRCHE IN NOT Deutschland
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Mercoledì scorso, 25 novembre, fasci di luce rossa hanno illuminato con il colore del sangue la chiesa di San Giovanni nella città di Neumarkt, nel Land tedesco del Palatinato Superiore, per ricordare le migliaia di cristiani che ancora oggi, in tutto il mondo, subiscono persecuzione, discriminazione e perfino il martirio.

L´azione simbolica è frutto della collaborazione ecumenica tra la sezione tedesca della fondazione cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (Kirche in Not Deutschland), chiesa evangelica, greco-cattolica e cristiani ortodossi e si inserisce nell´ambito delle manifestazioni del “Red Wednesday” (“Mercoledì rosso”) o della “Red Week” (“Settimana rossa”). «A Rio de Janeiro la statua del Cristo è stata illuminata di rosso – ha detto, intervenendo alla serata commemorativa ecumenica, Florian Ripka, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre di Germania – così come altri edifici importanti a Vienna, Bratislava, nelle Isole Filippine, a Praga, Londra, Basilea».

Lunghissima, in effetti, la lista di chiese o edifici pubblici nel mondo illuminati di rosso grazie al sostegno della fondazione pontificia internazionale Aid to the Church in Need. L´azione ha coinvolto centinaia di edifici, oltre che in Brasile e Slovacchia, anche in Australia, Canada, Colombia, Repubblica Ceca, Polonia, Olanda, Austria, Irlanda e Regno Unito. Solo in Olanda ben 119 edifici, più del doppio rispetto all´edizione dello scorso anno della “Settimana rossa”, si sono illuminati di rosso.

«I cristiani vengono perseguitati dai tempi di Gesù», ha proseguito il direttore di ACS Germania, Florian Ripka, ricordando i paesi africani della zona sud sahariana del Sahel, dove la pacifica convivenza tra cristiani e musulmani viene continuamente ferita e messa a rischio da attacchi e incursioni di origina islamistica. La lista prosegue in Asia, dove il regime cinese minaccia la fede di molti cristiani. In Medio Oriente, dove i cristiani soffrono a causa di guerra, minacce di terrorismo e miseria economica. Anche in Europa la situazione non è affatto rosea. «È impressionante e vergognoso – ha commentato ancora Ripka – come il vandalismo nelle chiese cresca di intensità. È irresponsabile profanare simboli della fede in nome di una malintesa libertà di pensiero. La risposta cristiana a questo non può naturalmente consistere in aggressioni o nell´istigazione di gruppi religiosi».

Il cristiano copto-ortodosso Kiro Khalil, originario dell´Egitto, ha raccontato la sua esperienza di cristiano ad Alessandria d´Egitto ai molti fedeli intervenuti alla celebrazione commemorativa nella chiesa di San Giovanni: «Discriminazione e marginalizzazione si potevano ancora sopportare, ma nella notte di San Silvestro del 2010 la mia vita di ventenne cambiò. Dopo la messa una autobomba esplose uccidendo mia madre, mia sorella e mia zia e ferendo profondamente un´altra mia sorella», che oggi siede paralizzata sulla sedie a rotelle. Dopo l´attentato Khalil ha soggiornato in Germania e poi è tornato in Egitto impegnandosi in prima persona per la causa dei cristiani discriminati nel suo paese. «Che un cristiano parlasse era però davvero troppo», ha raccontato ancora il cristiano egiziano che dopo aver ricevuto minacce di morte ha trovato definitivamente asilo in Germania e ora prova solo pietà per gli attentatori: «Questa gente ha bisogno di preghiere. Non voglio che Dio ci preservi dalla persecuzione, perché sono convinto che là dove c´è la persecuzione, ci sia anche la fede».

La veglia nella chiesa di Neumarkt è proseguita con preghiere per i cristiani perseguitati e con una raccolta di fondi a favore dei progetti in Egitto di Aiuto alla Chiesa che soffre.

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