Germania, Offermann, il restauratore delle bambole ha riparato la statua della Madonna

Tornerà tra pochi giorni nella chiesa dei Gesuiti di Straubing

Marcel Offermann con la statua
Foto: Marcel Offermann
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 La statua della Madonna – la cui testa decapitata era stata trovata da un poliziotto, la sera del 22 ottobre 2020, sul marciapiede adiacente la chiesa, con una maschera anti-covid-19 sul volto - è stata restaurata e tra pochi giorni tornerà al suo posto, nella chiesa dei Gesuiti di Straubing, una cittadina bavarese di 47 mila abitanti. 

Oltre 400 mila persone, sulla pagina Facebook della Diocesi di Ratisbona, avevano commentato, con partecipazione, l’accaduto. 

Nel frattempo il colpevole - un ragazzo di venti anni residente nella stessa cittadina bavarese, fermato dalla polizia lo scorso giugno – è stato rimesso in libertà, poiché ritenuto “non imputabile per motivi di salute” dall’avvocatura di Stato di Ratisbona. La polizia non ha voluto rivelare le motivazioni che avevano spinto il giovane a tale gesto. 

Il restauro della statua della Madonna, vecchia di almeno 100 anni, è stato eseguito, nella città di Neuss, nel Nord Reno-Vestfalia, ad opera del restauratore di statue Marcel Offermann. Il “dottore delle bambole” - così si autodefinisce dal suo sito internet alludendo alla sua professione medica – che si era subito offerto di riparare la figura mariana a titolo gratuito, racconta ora ad Acistampa i dettagli del restauro.

Signor Offermann, può spiegarci che tipo di restauro ha effettuato sulla statua decapitata?

«Si è trattato di un restauro totale, perché nel corso dei lavori si è scoperto che era davvero necessario. Non c'era altro modo di procedere. Il nostro primo problema è stato naturalmente la testa. L’abbiamo riattaccata al corpo della Madonna. Tutte le procedure conservative convenzionali che usiamo normalmente per questo tipo di cose sono fallite, non erano sufficienti». 

Tutta la statua, insomma, si trovava in cattive condizioni generali?

«Esattamente. La Madonna era deteriorata nella sua struttura generale e dall'umidità, poi la caduta ha fatto il resto. Non abbiamo avuto altra scelta che ricorrere a dei professionisti, a degli ingegneri strutturali. Abbiamo usato una tecnica speciale, con un trapano a punta di diamante per riattaccare la testa al corpo, in modo che stesse nella giusta posizione. In seguito abbiamo riempito il buco con delle infiltrazioni, per così dire, dall’interno. Dopo di che, fondamentalmente abbiamo scartavetrato tutta la Madonna e poi l’abbiamo completamente riverniciata. Abbiamo colato e rimodellato la parte che mancava nella parte superiore, intorno al collo, in quanto delle parti erano state danneggiate ed erano mancanti».

Dunque la statua è stata restaurata al di là del danno alla testa…

«Infatti. Un orologiaio direbbe che la Madonna ha subito una “revisione totale”. Alla fine, dopo averla lavorata con la carta vetrata, l'abbiamo dipinta di nuovo. Naturalmente, abbiamo usato i colori originali e poi abbiamo applicato una sorta di finitura in modo che il colore possa durare, almeno per i prossimi 80-100 anni. Se nessuno la fa cadere di nuovo e se non viene esposta, che so, ad una tempesta di neve, durerà a lungo».

Tutto questo sembra un procedimento molto laborioso. Quanto tempo è durato questo restauro?

«Direi che ci è voluto un po' più di mezzo anno». 

Rispetto alle sue originarie previsioni ha iniziato a restaurare la statua un po' più tardi. C’entra per caso il Corona virus?

«Ciò che ci ha intralciato è stato il lockdown con le relative difficoltà di approvvigionamento dei materiali di restauro. E poi certamente anche il fatto che, di professione, sono medico di pronto soccorso e sono stato coinvolto in altre cose, a causa del Corona virus. Di conseguenza i tempi si sono allungati un po'. All’inizio avevo stimato la durata del restauro un po' più ottimisticamente. Infine, anche il fatto che non pensavo che la Madonna fosse così fragile o che avesse tali danni dovuti all’umidità».

E ora come si svolgeranno le operazioni di trasporto a Straubing?

«La Madonna è ancora nella mia città, a Neuss. Andrà a Straubing nelle prossime due o tre settimane. Sarà trasportata verticalmente in un grande camion perché non può più essere stesa. Il centro di gravità e la superficie di contatto nella testa non lo permettono più. Il pericolo che nella testa ci creino delle crepe è troppo grande. Quindi farà il suo viaggio di ritorno a casa, da Neuss a Straubing in verticale, ben legata, ben imballata con la pellicola, con il millebolle e con delle coperte e assicurata con cinghie di tensione».

Aveva già restaurato statue di santi così danneggiate?

«Ho restaurato varie statue sacre di santi, di questa grandezza, e anche di più grandi. A volte lavoro in loco perché non sempre si tratta di statue che si possono trasportare. La maggior parte di queste statue, tuttavia, sono state danneggiate dal tempo, e quindi, semplicemente a causa dell'età ci sono segni di usura e crepe. Non mi era mai capitato un caso di distruzione intenzionale, come in questo caso. È stato un caso eccezionale, in senso negativo. Per 20 anni abbiamo restaurato figure di presepi in varie chiese in tutte le diocesi di tutta la Germania. A volte riceviamo anche richieste dall'estero, dai paesi vicini. Questo lavoro insomma è il nostro pane quotidiano. Ma, dal punto di vista della tecnica del restauro, questa è stata effettivamente la più grande sfida che abbiamo mai affrontato».

Guarda il video della statua restaurata.

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