Advertisement

Gesù svela le tattiche del diavolo: XVI domenica del Tempo Ordinario

Il demonio tenta Gesù |  | Cripta della chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina, Rupnik, Centro Aletti Il demonio tenta Gesù | | Cripta della chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina, Rupnik, Centro Aletti

La parabola che Gesù oggi racconta è molto breve ed in apparenza semplice, ma in realtà contiene una grande insegnamento. Essa, infatti, tratta dell’azione del Maligno nella storia delle singole anime, della società e della grande famiglia umana.

Il regno dei cieli – dice Gesù - si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo”. Ci troviamo davanti ad una parola di fondamentale importanza la quale ci rivela non solo che Dio opera sempre il bene, ma anche che all’origine del mondo c’è l’iniziativa buona di Dio. La creazione è un atto d’ amore del Signore!

Il problema del male, che angoscia l’uomo, viene dopo, sorge successivamente, ed è opera di una fonte diversa da Dio.

Infatti,“…mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”. L’azione del “nemico” si svolge durante la notte quando non può essere visto, per cui tante persone ritengono che non esiste. In effetti, una delle carte vincenti del demonio è quella di convincere che non c’è e così l’uomo abbassa le sue difese perché ritiene di non avere alcun nemico da cui difendersi. E’ la strategia del diavolo. Entra ed esce dal campo di grano – la vita delle persone, le istituzioni, le iniziative - senza che nessuno ne abbia consapevolezza perché creduto assente.

La parabola fa, poi, notare che trascorre del tempo fra la semina della zizzania e l’apparizione del suo germoglio. Troviamo, qui, svelata un’ altra tattica del Diavolo.

Advertisement

Egli non semina un male completo, maturo, ma deposita i germi di quello che sarà, dopo una lunga e volontaria incubazione, il frutto del male. In altre parole i germi di male depositati da Satana hanno bisogno di trovare un terreno fertile per potersi sviluppare. Le inclinazioni cattive, le immaturità nella fede, la preghiera trascurata, la mancata partecipazione ai sacramenti costituiscono il terreno fertile dove i germi di male si sviluppano e producono i loro frutti avvelenati.

Nella parabola entrano in gioco altri personaggi: “Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone non hai seminato del buon grano nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?”. Cioè: “Signore, non hai fatto buone tutte le cose? Da dove viene dunque il male?”. Si tratta di domande che contengono un non velato rimprovero. E qui possiamo leggere, tra le righe, un altro obiettivo di Satana: fare in modo di attribuire a Dio il male presente nel mondo. Per tanti la realtà del male costituisce la prova che Dio non c’è. Ma questa conclusione rappresenta la dimostrazione che Satana ha raggiunto il suo scopo: ha prodotto il male con l’alleanza dell’uomo e ha fatto in modo che la responsabilità cadesse su Dio.

Un altro gruppo di servi avanza una richiesta: “Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?” (v. 28). Queste parole nascono da un ulteriore inganno di Satana che ci porta a desiderare una giustizia immediata, la quale nasconde l’incapacità di misurare il proprio passo sui tempi di Dio che desidera fare grazia a tutti. Il tempo appartiene al Signore non è nostro e la nostra libertà può sempre perderci o ravvederci. Nel corso della nostra esistenza noi possiamo diventare “figli del Regno” o figli del Maligno”.

Il buon ladrone è zizzania diventato grano!

San Paolo era un persecutore ed è diventato un apostolo instancabile.

  1. Agostino era un errabondo del pensiero e del cuore ed è diventato un cantore entusiasta ed un innamorato sincero di Dio

More in Storie

Il beato Charles de Foucauld era un giovane dedito al vizio, fino a dire di se stesso: “A 17 anni ero completamente egoista, proteso verso il male come se fossi in preda alla follia. E quando vivevo nel peggiore modo possibile, ero convinto che fosse tutto assolutamente normale”. Ma, per grazia di Dio, la zizzania ancora una volta è diventata grano. De Foucauld ha scalato la montagna della santità, arrivando ad esclamare: “per la diffusione del Vangelo sono pronto ad andare fino ai confini del mondo. Desidero soffrire il martirio per amare Gesù di amore totale”.

La grande vittoria di Dio è trasformare la zizzania in grano.

Nel regno di Dio non c’è posto per servi impazienti perché tutti siamo grano e zizzania nello stesso tempo. Uno solo è stato solamente grano, senza zizzania, cioè senza peccato: Cristo. E Lui viene a noi per farci frumento di Dio.