Gesuiti, le loro costituzioni per la prima volta in russo

Il lavoro presentato lo scorso 10 marzo. Aiuterà anche a comprendere meglio Papa Francesco

Un momento delle presentazione delle Costituzioni dei Gesuiti tradotte in russo, Mosca, 10 marzo 2020
Foto: Blagovest
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Quando i gesuiti furono soppressi nel XVIII da Impero Portoghese, Francia, Due Sicilie, Malta, Parma e Impero Spagnolo, non restò loro che rifugiarsi nelle nazioni non cattoliche, in Russia e Prussia. Ma è stato per la prima volta in cinque secoli di storia che l’Istituto della Compagnia di Gesù è stato tradotto in lingua russa.

La presentazione della traduzione ha avuto luogo scorso 10 marzo a Mosca. La traduzione riguarda quella serie di documenti chiamati comunemente “l’Istituto” della Compagnia di Gesù. E qui è necessario spiegare in che modo si strutturano i documenti dell’ordine religioso che attrasse anche Papa Francesco. Il termine costituzioni ha, nella Compagnia, tre accezioni diverse. La prima accezione include quattro diversi documenti: l’Esame, le Dichiarazioni sull’Esame, le Costituzioni, le Dichiarazioni sulle Costituzioni. La seconda accezione include solo Esame e Costituzioni. La terza include le sole costituzioni.

In realtà, le dichiarazioni hanno la stessa forza della Costituzioni, ne spiegano e ne attualizzano alcuni aspetti concretamente alcuni aspetti. La Formula dell’Istituto, dunque, precede le Costituzioni e ne delinea alcuni aspetti essenziali. È proprio questa formula che è stata presentata per la prima volta in russo. La pubblicazione contiene anche l’Esame e tutte le dieci parte delle stesse costituzioni, che furono adottata della Congregazione Generale del 1558, e i loro supplementi, pubblicati in conformità con la decisione della XXXIV Congregazione generale del 1995.

La presentazione del volume è stata tenuta da padre Stefan Lipke, che ha curato la pubblicazione, e padre Victor Zhuk, i quali hanno ricordato padre Andrej Koval, che ha curato la traduzione in russo dei documenti pubblicati.

La traduzione è stata compilata sulla base dell’originale spagnolo delle costituzioni, ma tenendo conto del testo latino.

Secondo padre Zhuk, la traduzione in russo permetterà anche a Mosca di studiare “non solo la spiritualità dei gesuiti, ma anche come questa spiritualità è incarnata.

Padre Lipke ha descritto ila storia della creazione delle Costituzioni, e sottolineato che Sant’Ignazio, nel processo di lavoro, si preoccupava soprattutto dei feedback, e voleva persino che il testo di pubblicazione non fosse completo alla sua morte, perché fosse un lavoro collettivo. Il lavoro sul testo fu infatti pubblicato nel 1558, due anni dopo la morte del fondatore.

Dopo il Concilio Vaticano II, la Compagnia di Gesù ha riconosciuto la necessità di allineare le sue carte ai documenti conciliari, e sono stati così sviluppati standard aggiuntivi su dieci argomenti che completano in modo significativo l’istituzione delle Costituzioni del XVI secolo. Oltre al compito della Compagnia nella diffusione della fede, è stato anche definito il compito della partecipazione della Compagnia di Gesù alla lotta per la “giustizia evangelica del mondo”; che si trova nelle prime righe nelle norme aggiuntive.

La sezione missionaria dei supplementi ha anche disposizioni sulla necessità di aiutare i rifugiati di altre fedi senza proselitismo, e sul dialogo interreligioso, sull’ecumenismo e sulle opere pastorali.

Tra i voti della Compagnia, fondamentale quello della povertà: sant’Ignazio aveva stabilito che la Compagnia di Gesù non doveva avere altro che scuole e che i monaci dovevano mangiare grazie alle elemosine, ma nel XX secolo la Congregazione decise che i gesuiti dovevano piuttosto impegnarsi in un lavoro onesto e usare modestamente i fondi ricevuti per essa, senza risparmiarli, e trasferendo anzi i risparmi in un fondo comune.

Padre Zhuk ha sottolineato che le caratteristiche della Compagnia di Gesù si riflettono in molte delle attività di Papa Francesco, in particolare nel servizio a rifugiati, prigionieri, poveri, senzatetto, così come nel desiderio del dialogo interreligioso. Papa Francesco subisce comunque molto l’influenza degli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, ha sottolineato padre Zhuk. Il quale ha poi notato anche la particolare attenzione del Papa alla sfera dell’educazione come mezzo di sviluppo olistico, che si manifesta in particolare nella promozione del modello Scholas Occurentes, ma anche nel Patto Globale sull’Educazione.

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