Giacomo Leopardi, e i manoscritti de "L'infinito"

Il Manoscritto di Leopardi, e alcune immagini della mostra
Foto: www.panstudioarchitetti.it
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Il fascino del "giovane favoloso", di Giacomo Leopardi,  non conosce limiti. Anche oggi, in piena epoca di social, internet,  video, e così via, la sua poesia è tra le più amate, lette e citate.  Soprattutto "L'Infinito", che nel prossimo 2019 compirà esattamente duecento anni.

 

Continuando ad essere tradotta e recitata in tutte le lingue del mondo,  dall'arabo all'aramaico,  dal francese al giapponese. Basta andare a visitare il Centro mondiale della poesia a Recanati, il paese in cui Leopardi ha passato buona parte della sua difficile esistenza e che   e diventato il "memoriale" leopardiano per eccellenza, dal fascino intatto. Qui si possono, si potrebbe dire, toccare con mano le testimonianze di quanto questi versi siano diffusi e amati nel mondo, ancora e sempre. E qui, a Recanati, dopo una breve e passeggiata nel bellissimo centro storico, di palazzo in palazzo, di via in via, si  può arrivare in un giardino nascosto, che una volta faceva parte di un monastero,  e affacciarsi  verso "l'ermo colle", provando a immaginare le emozioni di quel ragazzo solitario, pallido e pieno di sogni, d'amore e di angoscia. 

 

Tutto quel tumulto si è  cristalizzato in versi perfetti che spalancano lo sguardo e il cuore verso un orizzonte senza limiti, alla ricerca di un reale senso del  vivere. " Sempre caro mi fu quest'ermo colle" diventa quasi  una  formula magicab che riesce ad aprire il varco per una terra  senza confini,  illuminata dalla parola che è luce  e bellezza. 

 

Per cominciare a celebrare la  "festa" in onore di una delle poesie più amate al mondo sono state organizzate già iniziative che partono da un progetto -cardine,  ossia "Infinito 2000", nato da un'idea del poeta Davide Rondoni e del Centro di, poesia contemporanea di Bologna e promosso dalla Fondazione Claudi e dal CESMA (Centro Studi Marche), con il patrocinio del Mibact e di altre altre importanti istituzioni culturali. Il tutto è partito dall'Egitto, esattamente dal centro della megalopoli del Cairo, prevede due anni di iniziative, corsi, incontri, dibattiti,  e ora si sposta a Roma, precisamente nel Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro,  dove il Pio Sodalizio dei Piceni, che ha aderito al progetto,  ha promosso una mostra di manoscritti originali di Leopardi, mostra inaugurata qualche giorno fa con un convegno proprio  dal titolo "Infinito 2000".

 

I manoscritti fanno parte di un fondo di cui è proprietario il Comune di Visso. La mostra e il convegno sono anche un segno tangibile dell'amore e della vicinanza verso una terra tanto ferita come lo sono le Marche, colpite da un sisma che non cessa di terrorizzare quelle popolazioni stremate. 

Sarà una grande emozione contemplare il foglio originale in cui la ferma ed elegante calligrafia di Leopardi ha vergato i versi immortali, presentati insieme a quadri di artisti ispirati da questi versi, e poi sarà giocoforza andare a rileggersi non solo quella, poesia,  ma anche le altre, che hanno segnato l'adolescenza di tutti noi, e anche dei ragazzi di oggi. Lo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno,  il successo del film di Martone, "Il giovane favoloso" del  libro di Alessandro D'Avenia,  "L'arte di essere fragili",  che sono stati, e lo sono ancora, bestseller proprio tra i ragazzi. 

 

Che cosa continua a dire, ancora dopo duecento anni, quel giovane che certo non rispecchiava i canoni imposti, allora come oggi, per avere successo e riuscire nella vita? Continua a ricordare che si è davvero uomini se il rapporto è con l'infinito,  non con il potere, il successo, il possesso di cose o persone, se la parola torna a risplendere e non rimane vuoto chiacchiericcio,  se si vuole cercare le proprie risposte, non quelle imposte dall' "opinione corente", o dal "pensiero unico dominante", come ha spiegato con chiarezza Davide Rondoni. 

 

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni,  tranne i festivi, sino al 9 giugno.

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