Giorgio La Pira: diritto ed economia al servizio della persona

Giorgio La Pira
Foto: Wikicommons - Italian magazine Epoca
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Uno degli uomini che ha lavorato, con tenacia, per offrire una risposta alle necessità della società del proprio tempo è stato Giorgio La Pira (1904-1977).

Per questo straordinario testimone di Cristo, siciliano, terziario domenicano e per speciale dispensa anche francescano, sindaco della città di Firenze (1951-1957 e 1961-1965), professore di Diritto romano all'Università, il cristianesimo non fu una risposta ma la risposta, ai bisogni dell'uomo. Convertito al messaggio del Cristo non ne sposò solo la causa ma la stessa vita, essendo il simbolo di una autentica scelta cristiana. Fu un vero e splendido esempio di contemplativo nell'azione.

Convinto del ruolo dei cattolici in politica si impegnò, a fondo e con tenacia, in molteplici opere sociali, non ultima quella di inserirsi per risolvere i problemi di molte persone che persero il lavoro e la casa. La Pira non rispose con un atteggiamento passivo, bensì con la sua fede ricca di opere salvando posti di lavoro ma di più, la dignità dell'essere umano. Per lui erano le “attese della povera gente ” ciò che contava nel suo pensiero e nella sua azione. 

Sono gli anni della Messa di San Procolo per i senza tetto, della difesa del posto di lavoro per i dipendenti della Società Pignone e per l'emergenza alloggi, risolta grazie ad una legge (L.2248/ 1865) che permetteva al Comune di Firenze di requisire, in casi di particolare necessità ed urgenza, con un provvedimento amministrativo la proprietà privata. 

Misure sociali che, in La Pira, rappresentarono non un lavoro, bensì una missione al servizio dell'uomo bisognoso. Non ci fu povero che, nella città dei Medici, non incontrò il suo Sindaco e da lui non sia stato ascoltato e beneficato. Questo mise al centro delle struttura sociali e politiche, la persona con i suoi bisogni e le sue necessità ed al fianco a quelli più bisognosi, profuse tutto il suo impegno in qualità di sindaco, ma di più di cristiano autentico.

Il suo contributo sfociò, insieme ad altri cattolici (come Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani) anche nella redazione di“Cronache sociali”, nella seconda metà degli anni Quaranta del secolo scorso. Questa rivista, di orientamento cattolico, aveva come obiettivo quello di porre in essere uno strumento, per orientare al Bene comune le scelte  sociali e politiche del pensiero italiano. 

Il suo lavoro di costituente confluì nella Carta costituzionale (1948) la quale mise al centro del sistema giuridico la persona, intesa come centro di più interessi, non ultimi quelli solidaristici ed umanitari. L’articolo 2 della Carta sostiene che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. 

Il suo unico obiettivo fu quello di portare il Cristo, nella società e nelle Amministrazioni nelle quali era inserito. Con tale atteggiamento Giorgio La Pira ha saputo dare un nuovo corso alla storia, politica ed economica, contribuendo alla realizzazione di quei principi che, ancor oggi, si dimostrano validi nel risolvere le sfide del domani. Dal 1986 è in corso la causa di beatificazione e dal 2007 il suo corpo riposa nella chiesa fiorentina di San Marco. 

 

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