Giornata Mondiale della Pace, il Papa: "Combattere indifferenza"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibáñez - CNA
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“Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. E’ il tema che Papa Francesco ha scelto per la Giornata Mondiale della Pace, la quarantanovesima, che si svolgerà come di consueto il prossimo primo gennaio.

Papa Bergoglio punta dunque il dito contro l’indifferenza, una delle “cause principali della mancanza di pace nel mondo”. Secondo il Pontefice – afferma un comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, diffuso dalla Sala Stampa Vaticana – “l’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. L’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi, se non è accompagnato da una apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal fine è indispensabile il contributo che possono dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i formatori, gli operatori culturali e dei media, gli intellettuali e gli artisti. L’indifferenza si può vincere solo affrontando insieme questa sfida”.

Per ottenere la pace bisogna – si legge ancora nel comunicato – “sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati”.

L’indifferenza va sconfitta anche di fronte alle “forme di schiavitù presenti oggi nel mondo, alle quali era dedicato il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2015, Non più schiavi ma fratelli. Bisogna portare avanti questo impegno, con accresciuta coscienza e collaborazione”.

L’obiettivo del Messaggio 2016 è quello di essere “uno strumento dal quale partire perché tutti gli uomini di buona volontà, in particolare coloro i quali operano nell’istruzione, nella cultura e nei media, agiscano ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie migliori aspirazioni per costruire insieme un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto” perché “la pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia”.

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