Giornata Mondiale Vocazioni, il Papa: "San Giuseppe, modello per tutte le vocazioni"

"San Giuseppe: il sogno della vocazione". Questo il tema della 58esima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Il Messaggio del Papa

Il Papa con alcuni seminaristi durante un'Udienza lo scorso anno
Foto: Vatican Media / ACI group
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Il 25 aprile 2021, IV Domenica di Pasqua, si celebra la 58esima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema "San Giuseppe: il sogno della vocazione", nello speciale Anno dedicato al Patrono della Chiesa universale, indetto lo scorso 8 dicembre. Ed è per questo che oggi, Papa Francesco, ha diffuso il suo messaggio per l’occasione a Vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati ed ai fedeli di tutto il mondo. Al centro la figura di San Giuseppe, uomo del sogno, del servizio e il "custode delle vocazioni".

"San Giuseppe non strabiliava, non era dotato di carismi particolari, non appariva speciale agli occhi di chi lo incontrava. Non era famoso e nemmeno si faceva notare: i Vangeli non riportano nemmeno una sua parola. Eppure, attraverso la sua vita ordinaria, ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio", spiega subito il Papa.

"Dio vede il cuore e in San Giuseppe ha riconosciuto un cuore di padre, capace di dare e generare vita nella quotidianità - dice ancora il Pontefice nel Messaggio - A questo tendono le vocazioni: a generare e rigenerare vite ogni giorno. Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze".

Per il Papa "San Giuseppe ci suggerisce tre parole-chiave per la vocazione di ciascuno".

"La prima è sogno. Tutti nella vita sognano di realizzarsi. Ed è giusto nutrire grandi attese, aspettative alte che traguardi effimeri, come il successo, il denaro e il divertimento, non riescono ad appagare - scrive Papa Francesco nel Messaggio - In effetti, se chiedessimo alle persone di esprimere in una sola parola il sogno della vita, non sarebbe difficile immaginare la risposta: “amore”. È l’amore a dare senso alla vita, perché ne rivela il mistero. La vita, infatti, si ha solo se si dà, si possiede davvero solo se si dona pienamente. San Giuseppe ha molto da dirci in proposito, perché, attraverso i sogni che Dio gli ha ispirato, ha fatto della sua esistenza un dono".

"I sogni portarono infatti Giuseppe dentro avventure che mai avrebbe immaginato. Il primo ne destabilizzò il fidanzamento, ma lo rese padre del Messia; il secondo lo fece fuggire in Egitto, ma salvò la vita della sua famiglia. Dopo il terzo, che preannunciava il ritorno in patria, il quarto gli fece ancora cambiare i piani, riportandolo a Nazaret, proprio lì dove Gesù avrebbe iniziato l’annuncio del Regno di Dio. In tutti questi stravolgimenti il coraggio di seguire la volontà di Dio si rivelò dunque vincente. Così accade nella vocazione: la chiamata divina spinge sempre a uscire, a donarsi, ad andare oltre. Non c’è fede senza rischio. Solo abbandonandosi fiduciosamente alla grazia, mettendo da parte i propri programmi e le proprie comodità, si dice davvero sì a Dio", scrive ancora il Papa parlando della parola sogno.

Una seconda parola segna "l’itinerario di San Giuseppe e della vocazione": "servizio". "Dai Vangeli emerge come egli visse in tutto per gli altri e mai per sé stesso - spiega il Papa - Il Popolo santo di Dio lo chiama castissimo sposo, svelando con ciò la sua capacità di amare senza trattenere nulla per sè. Il servizio, espressione concreta del dono di sé, non fu per San Giuseppe solo un alto ideale, ma divenne regola di vita quotidiana. Non può dunque che essere modello per tutte le vocazioni, che a questo sono chiamate: a essere le mani operose del Padre per i suoi figli e le sue figlie".

"Mi piace pensare allora a San Giuseppe, custode di Gesù e della Chiesa, come custode delle vocazioni. Dalla sua disponibilità a servire deriva infatti la sua cura nel custodire", scrive ancora Papa Francesco.

C’è un terzo aspetto che attraversa la vita di San Giuseppe e la vocazione cristiana, scandendone la quotidianità: la fedeltà. "San Giuseppe medita, pondera: non si lascia dominare dalla fretta, non cede alla tentazione di prendere decisioni avventate, non asseconda l’istinto e non vive all’istante. Tutto coltiva nella pazienza. Sa che l’esistenza si edifica solo su una continua adesione alle grandi scelte", osserva ancora il Papa.

Il Papa conclude il Messaggio con un augurio: "San Giuseppe, custode delle vocazioni, vi accompagni con cuore di padre!".

 

 

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