Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei, Messaggio della CEI

"La Giornata del 17 gennaio per i cristiani è un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica".

Candelabro ebraico
Foto: CEI
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"La Giornata del 17 gennaio per i cristiani è un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica". Inizia così il Messaggio CEI per la 33ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei (17 gennaio 2022), dal titolo: “Realizzerò la mia buona promessa” (Ger 29, 10).

"Negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci parole e alle Meghilloth; ora, alla luce della pandemia e delle sue conseguenze, desideriamo intraprendere un cammino sulla Profezia. Proponiamo la lettura di un passo del profeta Geremia che ci pare particolarmente in sintonia con il tempo complesso che stiamo attraversando. Si tratta de “La lettera agli esiliati”, si legge nel Messaggio dei Vescovi.

In questa lettera Geremia reinterpreta l’esilio vissuto dal popolo quasi si trattasse di un nuovo esodo. "La comunità in esilio aveva una duplice tentazione: perdere ogni speranza e costruire una comunità chiusa, distaccata e ripiegata su se stessa. Nella pandemia, come credenti, abbiamo avuto le stesse tentazioni: perdere la speranza e chiuderci in comunità sempre più autoreferenziali. Le stesse tentazioni le proviamo di fronte alla situazione di esculturazione del fenomeno religioso (o, per lo meno, del cristianesimo): rischiamo di perdere la speranza e di creare comunità sempre più chiuse in se stesse. Geremia ci invita a stare positivamente dentro la realtà, a mettere radici e a starci in modo generativo. Ecco la sfida per le religioni: uscire dal rischio della depressione e dell’autoreferenzialità difensiva per essere generative, capaci di lavorare per la costruzione della società e generare speranza.Come cristiani e come ebrei possiamo aiutarci ad affrontare tale sfida,perché la Promessa resta costante nella storia. Il Signore lavora per rigenerare, per far ricominciare”, riporta il Messaggio.

"La lettera di Geremia è dunque un testo che, letto a due voci in questa giornata, può aiutarci a collocare la nostra esperienza di fede nell’odierna stagione di cambiamento d’epoca. I temi della ricostruzione, della speranza, del dialogo con le realtà che ci circondano, il confronto con l’altro (anche con lo “straniero”), possono fornire spunti importanti rispetto al modo di abitare la terra. Un’ottima occasione di confronto e di dialogo. A noi cristiani cattolici possono insegnare un vero stile sinodale", conclude il Messaggio firmato dalla Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo.

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