Giovanni Paolo II dottore della Chiesa, il cardinale Dziwisz spiega il perché

In una conferenza il segretario storico del Papa polacco mette il luce i motivi anche della sua scelta come Patrono d' Europa

Giovanni Paolo II e Stanisław Dziwisz
Foto: www.ncregister.com
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Il difficile bilanciamento di Wojtyła tra tradizione e modernità ha portato un soffio di grande freschezza nella vita della Chiesa, e per mezzo di questa, nello spazio universale della cultura, della politica e della scienza in generale. Da questo punto di vista il papasanto è diventato un vero e proprio maestro e dottore della Chiesa, e con ció un fondamentale custode di quei valori europei, che costituiscono il fondamento irremovibile della civiltà contemporanea.

A dirlo è stato il cardinale Stanisław Dziwisz per più di 40 anni segretario personale di Giovanni Paolo II, Mentre da più parti arriva la richiesta di proclamare il Papa polacco Dottore della Chiesa, il 22 ottobre scorso alla conferenza tenuta a Varsavia per il Congresso di Europa Christi.

Il cardinale ha presentato quelle che per lui sono le principali ragioni per le quali Giovanni Paolo II dovrebbe venir riconosciuto quale Dottore della Chiesa e co-patrono della casa europea.

Per prima cosa c’è proprio la visione della Chiesa: “in un mondo frammentato, rotto, in un mondo nel quale sempre più persone fanno l’esperienza, sotto varie forme, della privazione di una casa, Giovanni Paolo II annunciò con coerenza il mistero della Chiesa come casa per ciascuno”.

Una Chiesa aperta e “cordiale” spiega Dziwisz che però non si ferma all’emotività: “Il suo servizio cordiale per offrire alle persone una casa nella Chiesa trova un naturale collegamento ed una naturale derivazione dalla vita di un intelletto affascinato da Dio, che cerca continuamente di superare i propri limiti per annunciare meglio il mistero della Sua vicinanza al mondo. Anche alla ragione spetta credere, amare, aver fiducia. Non c’è fede senza la ricerca dell’intelletto”.

Dalla ecclesiologia si passa all’antropologia. “Giovanni Paolo II- ha detto il cardinale- in mistica unione con Dio, in forza di essa si innamora dell’uomo. Questo solo ed unico amore, nel quale „le questioni umane si uniscono alle questioni divine”, lo induce non solo a porsi al servizio dell’uomo, ma anche a cercare di comprenderlo sempre meglio”.

Un accento speciale alla “teologia del corpo” che Giovanni Paolo II ha sviluppato: “ La ragione, l’esperienza e la fede gli consentono di elaborare con perspicacia dei temi che prima i teologi non avevano praticamente studiato. Il corpo, la sessualità, l’amore dell’uomo e della donna, la loro complementarietà biologica, psicologica, sociologica, viene compresa nella prospettiva del messaggio evangelico. La chiave per comprendere le avventure del corpo diventa il mistero del dono di sè, senza il quale l’uomo non può diventare sé stesso. In questo modo la teologia del corpo viene edificata sul sacrifico di Cristo, nel quale Egli diventa maestro di uso del corpo. Nell’interpretazione di Wojtyła il corpo diventa il portatore della più evangelica delle verità dell’esistenza umana, non in astratto, ma nella concretezza dell’esperienza quotidiana dell’uomo che desidera amare e che aspetta di essere amato”.

Infine perché Patrono d’ Europa ? In primo luogo  perché “la stessa vita di Karol Wojtyła/Papa Giovanni Paolo II sta a ricordare le radici cristiane dell’Europa e dell’intera civiltà occidentale”. Anche perché “il Cristianesimo è stabilito nei fondamenti dell’Europa, è il codice genetico inamovibile dell’europeicità. Sotto questo aspetto Papa Wojtyła e la sua eredità possono essere considerati una grande apologia del Cristianesimo, dell’europeicità e del loro reciproco legame”.

E poi ovviamente “il suo ministero è stato una pietra miliare nel risveglio della speranza della nazione polacca e diede un contributo fondamentale a mettere in moto e consolidare le correnti sociali e politiche volte a creare un’Europa libera, uguale e giusta”.

 

 

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