I vescovi polacchi chiedono che Giovanni Paolo II sia dottore della Chiesa

Una richiesta a Papa Francesco perché il santo Papa sia anche Patrono d' Europa

Giovanni Paolo II
Foto: pd
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Nel 2020 celebreremo il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II e il 15° anniversario della sua morte. In connessione con questi anniversari importanti per la Chiesa in Polonia e la Chiesa universale, l’arcivescovo Stanisław Gądecki ha sottolineato: “Il pontificato del Papa polacco era pieno di decisioni rivoluzionarie e di eventi importanti che cambiarono il volto del papato e influenzarono il corso della storia europea e mondiale”. Il Presidente dell’Episcopato polacco si è rivolto a Papa Francesco per proclamare San Giovanni Paolo II dottore della Chiesa e patrono d’Europa.

"La ricchezza del pontificato di San Giovanni Paolo II – chiamato da molti storici e teologi Giovanni Paolo II il Grande - scaturì dalla ricchezza della sua personalità - poeta, filosofo, teologo e mistico, che si realizzava in molte dimensioni, dall’opera pastorale e dall’insegnamento, guidando la Chiesa universale, alla testimonianza personale della santità della vita” – ha scritto l’arcivescovo Gądecki a Papa Francesco. Ha anche sottolineato che il grande successo del pontificato di San Giovanni Paolo II fu il suo contributo al ripristino dell’unità in Europa, dopo oltre cinquant’anni di divisione simboleggiata dalla cortina di ferro.

Il presidente dell’Episcopato Polacco ha osservato: “Dopo l’annuncio unificante e culturale del Vangelo da parte dei santi Cirillo e Metodio e Sant’Adalberto, più di mille anni dopo, i frutti delle loro attività - non solo in termini sociali ma anche religiosi - trovarono il loro protettore e continuatore nella persona del Papa polacco”.

 Il Cardinale Stanisław Dziwisz nel suo discorso al congresso del Movimento “Europa Christi” ha sostenuto la richiesta del’arcivescovo Stanisław Gądecki indirizzata a Papa Francesco. Ha sottolineato che il papa polacco dovrebbe essere riconosciuto dottore della Chiesa e patrono della nostra casa europea. “L’eredità di papa Wojtyła è una sintesi ricca, poliedrica e originale di svariate linee di pensiero. Non c’è dubbio che essa rimane tuttora – e lo rimarrà a lungo – un elemento essenziale di un progetto complessivo di rinnovamento culturale su scala globale. A mio parere esse sono allo stesso tempo le principali ragioni per le quali Giovanni Paolo II dovrebbe venir riconosciuto quale Dottore della Chiesa e co-patrono della nostra casa europea – ha detto il Cardinale.

 Il Cardinale Dziwisz ha notato che questo progetto non è un appello ad un semplice ritorno al passato. “Il pensiero di Giovanni Paolo II è infatti assolutamente moderno, originale e creativo, ma al contempo resta nobilmente classico. Il difficile bilanciamento di Wojtyła tra tradizione e modernità ha portato un soffio di grande freschezza nella vita della Chiesa, e per mezzo di questa, nello spazio universale della cultura, della politica e della scienza in generale. Da questo punto di vista il papa santo è diventato un vero e proprio maestro e dottore della Chiesa, e con ció un fondamentale custode di quei valori europei, che costituiscono il fondamento irremovibile della civiltà contemporanea”.

 “Papa Wojtyła non è solo un grande dottore della Chiesa contemporaneo, ma anche un grande patrono per l’Europa – ha detto il Cardinale Dziwisz – che ha tanto da dire a credenti ed a non credenti. In tempi difficili e complessi come i nostri, la sua intercessione presso Dio, di cui ci ha assicurati così bene il card. Ratzinger nell’omelia funebre, costituisce un sostegno formidabile per tutti gli uomini di buona volontà, e l’eredità che ci ha lasciato nei suoi scritti rappresenta una mappa compiuta della giusta direzione che dovrebbe prendere il nostro comune cammino verso un mondo migliore e verso l’incontro finale con il Signore che verrà”.

 

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