Giovanni Paolo II, due medaglie commemorative in dono al suo santuario in Abruzzo

Il santuario di San Giovanni Paolo II nel Borgo di San Pietro alla Ienca riceve due rare medaglie commemorative della visita di San Giovanni Paolo II all’Aquila del 1980

Le due medaglie commemorative della visita di San Giovanni Paolo II all'Aquila donate all'Associazione Culturale San Pietro alla Ienca
Foto: Associazione Culturale San Pietro alla Ienca
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Due medaglie commemorative della visita di San Giovanni Paolo II in Abruzzo nel 1980 sono state donate all’Associazione Culturale San Pietro alla Ienca, che da più di venti anni è impegnata nella valorizzazione del Borgo di San Pietro alla Ienca e che in quel borgo, caro a San Giovanni Paolo II, ha stabilito il primo santuario dedicato a San Giovanni Paolo II nella cappellina dove il Papa polacco ogni tanto si era fermato in preghiera.

Le medaglie sono state donate dal luogotenente dei Carabinieri Giuseppe Pavone e dalla sua famiglia, che le custodivano dal viaggio ufficiale in Abruzzo del Papa polacco. Il 30 agosto 1980, Giovanni Paolo II, infatti, visitò l’Aquila, dove celebrò la Messa all’esterno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Nel suo itinerario del giorno, passò anche dalla Basilica di San Bernardino, dove sono custodite le spoglie di Bernardino da Siena; si fermò al traforo del Gran Sasso; e visitò il santuario di Poggio di Roio, che contiene una statua mariana rinvenuta, secondo tradizione, da un pastore nel dicembre 1578.

Le due medaglie raffigurano il volto di San Giovanni Paolo II l’una, e l’altra lo stemma della città dell’Aquila e lo stemma di Giovanni Paolo II. Il dono è avvenuto in concomitanza con il quarantesimo anniversario della visita del Papa polacco all’Aquila, ma anche alla vigilia del 25esimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II alla Ienca. Il 29 dicembre 1995, infatti, Giovanni Paolo II fece una visita al “Vasto”, la zona delle montagne abruzzesi dove si trova la piccola chiesa di San Pietro alla Ienca. Arrivò alle 14.30, fece una passeggiata, gli uomini della scorta accesero anche un piccolo fuoco. Poi tornò a Roma.

Se ne accorse Pasquale Corriere, al tempo assessore all’Aquila e oggi presidente dell’Associazione Culturale San Pietro alla Ienca, che dedusse la presenza del Papa dal movimento delle auto con targa vaticana nella zona. Ma il viaggio fece particolare scalpore perché quattro giorni prima Giovanni Paolo II aveva dovuto interrompere bruscamente i saluti dell’Urbi et Orbi per un malore. La visita del Papa mostrò, dunque, che San Giovanni Paolo II si era perfettamente ripreso.

Le due medaglie andranno al Centro di Documentazione di San Giovanni Paolo II, chiamato “La Casa di Karol”, un museo che racconta la presenza di San Giovanni Paolo II nelle montagne abruzzesi organizzato proprio dall’Associazione Culturale di San Pietro alla Ienca. Nel centro, c’è una piccola biblioteca con testi specifici che illustrano il pontificato di San Giovanni Paolo II. La “Casa di Karol” ha anche una esposizione di ritratti del Papa polacco donati e realizzati da artisti e pittori devoti a Karol Wojtyla.

San Giovanni Paolo II, infatti, era solito visitare quelle montagne anche quando era un giovane vescovo perito del Concilio: la prima testimonianza della presenza di Karol Wojtyla nel “Vasto” è una foto del 1962, scattata da monsignor Tadeusz Pieronek (amico di Wotjyla sin dai tempi del seminario clandestino). La foto è stata ritrovata dall’Associazione di San Pietro alla Ienca e che è stata la “scusa” per scoprire, il 17 agosto 2019 una targa dedicata a San Giovanni Paolo II sulla funivia del Gran Sasso. 

La cappellina di San Pietro alla Ienca dove San Giovanni Paolo II si ritirava a volte in preghiera è oggi riconosciuta come “Chiesa sub umbra petri”, vale a dire particolarmente legata alla Basilica di San Pietro a Roma.

Giovanni Paolo II fece almeno un centinaio di visite tra quelle montagne, a volte accompagnato proprio dal Cardinale Dziwisz, allora semplice monsignore. Dopo la morte del Papa polacco, Dziwisz ha mantenuto una certa consuetudine con i luoghi cari al “suo” Papa.

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