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Giubileo della Misericordia, i 5 temi di Maggio

Il Papa e la Madonna di Fatima |  | L'Osservatore Romano foto Il Papa e la Madonna di Fatima | | L'Osservatore Romano foto

“Asciugare i volti rigati dalle lacrime di una sofferenza fisica o spirituale portando consolazione e speranza”: questo lo scopo della Veglia di preghiera per “asciugare le lacrime”, presieduta da Papa Francesco il 5 maggio nella Basilica di San Pietro. E’ dunque la consolazione, il conforto, il tema scelto dal Pontefice per l’inizio del mese giubilare di Maggio. Francesco vuole giungere con la preghiera, cioè con l’apertura del cuore di tutti all’irruzione salvifica di Dio nella storia di ciascuno e di ciascuna.

Maggio è anche il mese di Maria. E durante il Giubileo è stato sempre un tema centrale. Maria Madre di Misericordia. Nell’Udienza giubilare del 14 maggio il Papa ricorda: “Guardiamo l’esempio della Vergine Maria, che si prende cura di ciascuno dei suoi figli ed è per noi credenti l’icona della pietà”.

Nel mese di Maggio Francesco dedica parte del suo impegno alla 69esima Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana. Al centro del suo discoro un’immagine: un parroco, un sacerdote comune. Non il sacerdote ideale, non una persona astratta. Soltanto un sacerdote “che si spende nelle nostre comunità”. Il Papa lo chiama più volte il “nostro sacerdote”, sottolineando “il nostro”. Richiama quell’immagine del sacerdote che abbiamo nei nostri cuori, perché ci ha fatto del bene in qualche momento della vita.

Memorabile alla solennità del Corpus Domini l’invito di Francesco “spezzarci per gli altri”. Il Papa alla Messa per la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo ricorda i santi, i genitori e i tanti cristiani che hanno "spezzato" la loro vita per gli altri, segno d'amore per il mondo intero.  

Infine il mese di Maggio per Papa Francesco si è concluso con la celebrazione del Giubileo dei Diaconi. E’ servizio la parola chiave. Ogni diacono è insieme un apostolo e un servitore: mai “schiavo” dell’agenda dei suoi impegni e sempre capace di “trascurare gli orari” per aprire tempi e spazi ai fratelli. Vivendo così, dice il Papa, il servizio dei diaconi “sarà evangelicamente fecondo”.

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