Giubileo delle Figlie di Santa Macrina, il Cardinale Sandri dà il via alle celebrazioni

Sono “eredi e testimoni” della tradizione bizantina, possono sentire meglio di tutte il dolore degli scismi, ma sono anche chiamate ad essere da ponte tra Oriente e Occidente

Il Cardinale Sandri in un momento della celebrazione del 30 aprile presso l'abbazia di Grottaferrata, che ha dato il via al giubileo delle Figlie di Santa Macrina
Foto: Congregazione per le Chiese Orientali
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Sono state fondate cento anni fa, sono presenti in Sicilia, Albania, Kosovo e India, hanno come compito l’educazione e si mantengono salde nel rito bizantino: le Figlie di Santa Macrina festeggiano quest’anno il loro Giubileo, aperto da una messa del Cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, che il 30 aprile ha dato il via alle celebrazioni di queste religiose della Chiesa Italo-albanese, che si impegnano nell’educazione, nella promozione umana e nell’assistenza ad ammalati e ad anziani.

La celebrazione di apertura si è tenuta lo scorso 30 aprile, presso l’Abbazia di Grottaferrata, e nella sua omelia il Cardinale Sandri ha anche ripercorso la storia della congregazione religiosa, nata dall’ispirazione di Madre Macrina Raparelli.

Il cardinale ha ricordato che “Gesù è stata una presenza viva e reale nel cuore e nell’esistenza della Venerabile Macrina”, battezzata proprio nell’abbazia di Grottaferrata, dove era sotto la direzione spirituale di padre Nilo Borgia, che la invitò anche ad aspettare per la fondazione della congregazione.

“Mi colpisce pensare . ha detto il Cardinale - che se una delle tappe fondamentali all’inizio dell’avventura dell’Istituto possa essere collocato con la prima Liturgia che Padre Nilo celebrò nella stanzetta adibita a cappella della casa di Mezzojuso il 25 agosto 1921, proprio oggi ricorra il centenario di un primo frutto dell’apostolato delle giovani sorelle tra gli abitanti del paese: era infatti il 30 aprile 1922 quando le bambine da loro preparate ricevettero la prima comunione”.

Il Cardinale Sandri ha sottolineato che “l’essere innestate nel solco della grande tradizione bizantina vi mette a contatto con tesori spirituali inestimabili, cui potete attingere nella celebrazione della Liturgia, e vi rende eredi e testimoni della modalità singolare con cui san Basilio e la sorella Santa Macrina hanno approfondito il monachesimo in Oriente”.

A voi – ha aggiunto il Cardinale – “è dato di poter sentire la sofferenza del Padre per gli scismi e le divisioni tra i suoi Figli: quelli antichi e di ieri proclamati, quelli più sottili di oggi di fronte all’esplosione all’interno dello stesso mondo dell’ortodossia bizantina”.

Il prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali ha ricordato anche la sofferenza che le suore hanno sofferto in Albania, per la guerra e poi il regime comunista e ateo, eppure sono rimaste per un certo periodo nell’ospedale di Argirocastro.

Il Cardinale esorta a chinarsi “sulle ferite del cuore dell’uomo di oggi, del mondo e delle Chiese, versatevi l’olio della consolazione e il vino della letizia evangelica, pregate con Gesù il Padre ‘ut unum sint! Che siano una cosa sola’, e ripetete ogni istante le parole dell’affidamento che furono pronunciate dalla Venerabile Macrina prima di chiudere gli occhi alla luce terrena: ‘Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo; Cuore di Gesù, confido in voi’ e l’ultima invocazione a Gesù Sacramentato”.

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