Guadalupe Ortiz de Landázuri, una donna che amava Dio e la scienza

Guadalupe Ortiz de Landázuri
Foto: Opus Dei
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La morte l’aveva vista in faccia da ragazza quando, durante la Guerra Civile in Spagna, suo padre venne imprigionato e fucilato dal governo repubblicano. Guadalupe riuscì a essere vicino al padre durante le ultime ore della sua vita.

Guadalupe Ortiz de Landázuri sabato a Madrid dove era nata il 12 dicembre 1916 diventerà ufficialmente beata. Sarà la prima santa laica dell’ Opus Dei, ed è stata una tra le prime collaboratrici di José Maria Escrivà.

La sua è una vita normale di una famiglia borghese, il padre militare porta la famiglia in Africa per un periodo, poi agli inizi degli anni ’30 Guadalupe studia Scienze Chimiche all’università di Madrid. Ai suoi tempi, non erano molte le donne che intraprendevano la carriera universitaria, in particolare nelle materie scientifiche. Su 70 studenti, il corso che frequentò Guadalupe era frequentato da sole 5 ragazze.

Perdonò di cuore coloro che avevano deciso la condanna di suo padre. Nel 1937, con il fratello e la madre, riuscì a passare all'altra zona della Spagna, dove si trovava l’altro fratello Manolo. Si stabilirono a Valladolid fino alla fine della guerra.

Tornarono a Madrid nel 1939. Guadalupe iniziò a insegnare nella scuola della "Bienaventurada Virgen María" e nel Liceo francese. Una domenica del 1944, mentre partecipava alla santa Messa, si sentì "toccata" dalla grazia di Dio. Nel tornare a casa, incontrò un amico al quale espresse il desiderio di parlare con un sacerdote. Questi le diede il telefono di don Josemaría Escrivá.

Inizia così una collaborazione che oltre alla carriera da insegnante di scienze  fa si che Guadalupe sia molto impegnata nella promozione della donna: in Messico fonda una residenza per ragazze universitarie e promuove la formazione culturale e professionale delle contadine cresciute lontane dall'istruzione elementare.

In Spagna dirige una residenza universitaria femminile, è  vicedirettrice dell’Escuela Femenina de Maestría industrial e collabora alla fondazione del Centro di Studi e Ricerche in Scienze Domestiche (CEICID), del quale sarà vicedirettrice e professoressa di Chimica Tessile. Nei 6 anni trascorsi in Messico si dedica ai poveri e agli anziani.

Ma la sua passione rimane la scienza e se da una parte era molto attenta a coltivare quotidianamente una vita interiore cristiana, dall’altra si dedicava molto ai suoi studenti e preparava seriamente le lezioni. Inoltre Guadalupe si sforzava sempre di mantenersi aggiornata sui progressi scientifici per trasmetterli il più possibile nelle sue lezioni.

“La vita di Guadalupe ci aiuta a vedere che darsi interamente al Signore, rispondendo con generosità a ciò che Dio ci chiede in ogni momento, ci permette di essere molto felici qui sulla terra e poi in cielo, dove saremo felici per sempre”  spiega mons. Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei. E il postulatore della causa di canonizzazione don Antonio Rodríguez de Rivera racconta che era “una donna innamorata di Dio, piena di fede e di speranza, che con il suo lavoro e ottimismo aiutò gli altri nelle loro necessità spirituali e materiali. Era evidente la gioia che impregnava tutto il suo agire, anche in situazioni particolarmente difficili”.

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