Guerra, giovani e ambiente. Un'ora di intervista radiofonica per Papa Francesco

Papa Francesco
Foto: CNA
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Si scaglia contro ogni forma di conflitto: “C'è un solo modo per vincere una guerra: non farla”; si augura la beatificazione di Mama Antula – una consacrata argentina legata ai gesuiti -, definendola “un esempio per il popolo santiagueño"; ritorna sui giovani e parla di ambiente, esortando a “proteggere i boschi e l’acqua”.

Dura circa un’ora il collegamento in diretta di Papa Francesco con l’emittente argentina della parrocchia di "Nuestra Señora del Carmen", di Campo Gallo y Huachca, Santiago del Estero. Per la seconda volta – lo scorso anno il primo collegamento – Bergoglio parla ai microfoni della radio parrocchiale: oltre oceano a dialogare con Francesco c’erano il parroco Joaquín Giangreco e padre Juan Ignacio Liébana.

“Dobbiamo camminare insieme – ha detto il Papa - è sempre meglio l’amicizia che la lotta, la pace che la guerra”. E ha aggiunto: “Dobbiamo fare un grande sforzo per prenderci cura gli uni degli altri, perché altrimenti saremmo una famiglia triste”. Occorre “aver cura dei bambini, dei nonni” con “quella tenerezza che Gesù ci ha insegnato” e aver “cura della casa comune”. “Camminare uniti – ha sottolineato – ci aiuta a essere solidali”.

Quindi, riprendendo i temi dell’udienza dell’altro giorno al Movimento Eucaristico Giovanile, il Papa ha detto: "Non voglio giovani tristi, giovani che si pensionano anzitempo. Desidero che lavorino molto, con forza, per donare felicità altri. I giovani devono impegnare la loro vita nelle cose grandi e con gioia”.

Durante il colloquio radiofonico, inoltre, il Papa ha espresso il suo sostegno per i sacerdoti che lottano per difendere l’ambiente: “Mi fa male il cuore – ha detto - quando si abbattono i boschi per piantare soia”.

Durante la trasmissione, ampio spazio è stato dedicato alla figura di Mamma Antula. Si tratta di María Antonia de Paz y Figueroa, una laica consacrata del 1700, che ha passato la vita in una povera regione del nord-est argentino promuovendo esercizi spirituali secondo lo spirito ignaziano. Dopo aver riunito tante ragazze per la vita comune, preghiera e opere di carità, organizzò otto gruppi di 300 persone indigenti ciascuno, che manteneva con le elemosine. In otto anni ha promosso esercizi spirituali per circa 70mila persone.

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