I Cardinali rimasti presbiteri, Padre Cantalamessa e gli altri porporati

Nel 1962 Papa Giovanni XXIII attraverso il motu proprio Cum gravissima decise che i Cardinali di Santa Romana Chiesa dovessero essere ordinati vescovi

Il Cardinale Ernst Simoni
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Nel 1962 Papa Giovanni XXIII attraverso il motu proprio Cum gravissima decise che i Cardinali di Santa Romana Chiesa dovessero essere ordinati vescovi. In precedenza, infatti, era possibile che dei presbiteri venissero creati cardinali senza ricevere la consacrazione episcopale. Da allora non è più così, salvo alcune – rare – eccezioni.

L’ultima deroga è stata concessa a Padre Raniero Cantalamessa, Predicatore della Casa Pontificia, che sarà creato cardinale nel concistoro di sabato prossimo. Papa Francesco, finora, ha permesso di rimanere presbitero solo al Cardinale albanese Ernst Simoni.

Prima di loro le pochissime deroghe sono state concesse a cardinali ultraottantenni, e quasi tutti provenienti da ordini religiosi, da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Giovanni Paolo II ha concesso la dispensa ai Cardinali De Lubac, gesuita, nel 1979; Pavan, rettore emerito della Pontificia Università Lateranense nel 1983; Dezza, gesuita, nel 1991, Koliqi, presbitero albanese perseguitato dal regime comunista nel 1994; Congar, domenicano, nel 1994; Grillmeier, gesuita, nel 1994; Scheffczyk, nel 2001; Dulles, gesuita, nel 2001; Tucci, gesuita, nel 2001 e Spidlik, anch’egli gesuita nel 2003.

Benedetto XVI ha derogato 5 volte per i Cardinali Vanhoye, gesuita, nel 2006 e che ad oggi è il porporato più anziano vivente; Navarrete, gesuita, nel 2007; Betti, francescano, nel 2007; Bartolucci, insigne maestro emerito della Cappella musicale pontificia nel 2010, e Becker, gesuita, nel 2012.

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