I Papi in Africa: i primi viaggi di Giovanni Paolo II

Sono stati ben 14 i viaggi apostolici di Giovanni Paolo II nel continente africano

San Giovanni Paolo II
Foto: Vatican Media
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Sono stati ben 14 i viaggi apostolici di Giovanni Paolo II nel continente africano: tra il 1980 e il 2000 ha visitato 38 nazioni.

Il primo viaggio durò ben 10 giorni, dal 2 al 12 maggio 1980 toccando Zaire, Repubblica del Congo, Kenya, Ghana, Burkina Faso e Costa d’Avorio.

Nemmeno due anni dopo il Papa torna in Africa per un viaggio di una settimana. Dal 12 al 19 febbraio 1982 Giovanni Paolo II visita Nigeria, Benin, Gabon e Guinea Equatoriale.

Passeranno tre anni mezzo per rivedere il futuro santo in terra Africana. Il terzo viaggio apostolico nel continente vede Giovanni Paolo II impegnato per 10 giorni. Dall’8 al 19 agosto 1985 il Papa calca il suolo di Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Marocco e per una seconda volta di Zaire, Costa d’Avorio e Kenya.

Devono passare altri tre anni ed ecco Giovanni Paolo II tornare in Africa per la quarta volta: dal 10 al 19 settembre 1988 è la volta dell’Africa meridionale e i Paesi scelti dal Papa sono Zimbabwe, Botswana, Lesotho, Swaziland e Mozambico.

Nemmeno un anno dopo il Papa compie il quinto viaggio apostolico in Africa, recandosi in Madagascar, Malawi, Reunion e Zambia. Siamo nel 1989 e precisamente dal 28 aprile al 6 maggio.

Il sesto viaggio in Africa è in realtà il prolungamento di un altro pellegrinaggio in Asia. Di ritorno da Corea del Sud e Timor Est, Giovanni Paolo II si ferma nelle Isole Mauritius dal 14 al 16 ottobre 1989.

Il primo viaggio apostolico internazionale del 1990 è ancora in Africa, ed è la settima volta per il Papa. Dal 25 gennaio al 1° febbraio Giovanni Paolo II visita Capo Verde, Guinea Bissau, Ciad, Mali e per la seconda volta il Burkina Faso.

Furono cariche di speranza le prime parole di Giovanni Paolo II in Africa, pronunciate a Kinshasa il 2 maggio 1980. Quasi un “manifesto programmatico” che avrebbe segnato tutte le tappe africane del Papa. “A tutti gli abitanti dell’Africa, di qualunque origine o paese - disse Giovanni Paolo II - esprimo i miei saluti amichevoli e calorosi, ed i miei sentimenti di fiducia. Saluto in primo luogo i miei figli e fratelli cattolici, e gli altri cristiani. Saluto tutti quelli che, profondamente animati da sentimenti religiosi, hanno a cuore di sottomettere la loro vita a Dio o di ricercare la sua presenza. Saluto le famiglie, padri e madri, figli ed anziani. Saluto specialmente quelli che soffrono nel corpo e nell’animo. Saluto coloro che si aprono al bene comune dei loro concittadini, alla loro educazione, alla loro prosperità, alla loro salute, alla loro sicurezza. Saluto ognuna delle nazioni africane. Gioisco con loro perché hanno preso in mano il proprio destino. Penso alla bella eredità dei loro valori umani e spirituali, ai loro sforzi meritori, a tutti i loro bisogni presenti. Ogni nazione ha ancora un lungo cammino da percorrere per forgiare la propria unità; approfondire la propria personalità e cultura; realizzare lo sviluppo che si impone in molti campi, e questo nella giustizia, con la preoccupazione della partecipazione e dell’interesse di tutti; inserirsi in modo attivo nel concerto delle nazioni. Per questo l’Africa ha bisogno dell’indipendenza e dell’aiuto reciproco disinteressato; ha bisogno di pace”.

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