I sette giorni in Colombia del Cardinale Filoni

Il Cardinal Filoni durante un momento della visita in Colombia
Foto: Radio Vaticana
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Sette giorni in Colombia, con incontri istituzionali e passaggi nelle periferie, per rendersi conto della situazione del luogo e portare il sostegno all’unica diocesi della zona che è ancora sotto il controllo di Propaganda Fide. Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha così potuto rendersi conto della situazione del territorio, e di un processo di pace che sta per essere concluso: forse tutto si firmerà a luglio, nel giorno della festa nazionale.

Segnali di speranza e di missione, dunque. Il Cardinale Filoni ha concluso i suoi sette giorni a Bucaramanga, con una relazione su “Coscienza e responsabilità missionaria delle Chiese particolari” al Congresso Missionario Nazionale della Colombia.

Il Cardinale ha sottolineato che “senza una autentica spiritualità, non c’è una autentica missione, ma solo attivismo senza futuro”, e ha messo in luce la visione di Chiesa in uscita di Papa Francesco. “Una Chiesa che sa essere compassionevole, tenera, comunitaria, fraterna”.

La Colombia è terra di missionari, che vanno nelle periferie della nazione, ma anche all’estero. Ma quale è la coscienza missionaria delle Chiese particolari? È quello di rispondere alle sfide e alla trasformazione della società; di acquisire una autentica coscienza missionaria; la povertà evangelica, non violenza, disponibilità a dare la propria vita nel nome di Cristo e per amore degli uomini.

Sempre a Bucaramanga, il Cardinale Filoni aveva indicato come modello per ogni missionario “la vita delle prime comunità cristiane”, ovvero “un invito a tutti noi a tornare all’essenziale, cioè alla gioiosa testimonianza di fede nella carità”.

Ma in Colombia c’è anche il Vicariato apostolico di Puerto Leguizamo-Solano, “una giovane Chiesa eretta il 21 febbraio 2013, e quindi in crescita. L’obiettivo è quello di fare acquisire ai laici una “solida formazione cristiana”, che sappia contrastare al proselitismo delle sette.

Nel Vicariato apostolico, che si trova nell’Amazzonia colombiana, il Cardinale Filoni ha incontrato i catechisti delle comunità indigene, principalmente Murui e Quichua, ha visitato una comunità indigena, ed ha potuto dialogare con le autorità civili e militari, oltre che con i rappresentanti della realtà ecclesiale. Nell’omelia, il Cardinale ha ricordato che “lo status giuridico di vicariato è un passo intermedio prima di diventare diocesi. E' qualcosa di simile al caso di un giovane che cresce, ma che non è ancora autosufficiente e, quindi, ha bisogno di aiuto nella sua maturazione prima di avere la propria casa”.

Per la Chiesa colombiana è il momento della riconciliazione. “Dopo tanti anni – ha detto a Guapi, sulla costa del Pacifico - di sofferenze dovute ai mali della violenza e della corruzione, è giunto il momento giusto per estirpare ogni male e perdonarsi reciprocamente, instaurando una cultura di pace e dando origine tra voi a dinamiche personali, familiari e comunitarie di riconciliazione”.

 

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