I Vescovi Polacchi e Ucraini, la situazione attuale grande minaccia per tutta l’Europa

Un appello congiunto firmato per scongiurare la pace

’Arcivescovo Maggiore Sviatosłav Szewczuk, Primate della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina; l’Arcivescovo Stanisław Gądecki, Presidente della Conferenza
Foto: Conferenza episcopale polacca
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La situazione attuale è una grande minaccia per i Paesi dell’Europa centro-orientale e per tutto il continente europeo, che può distruggere l'eredità di molte generazioni che hanno costruito un ordine pacifico e l'unità in Europa – hanno sottolineato i Vescovi Polacchi e Ucraini in un Appello alla ricerca del dialogo e dell’accordo al fine di evitare il pericolo di azioni di guerra.

I Vescovi hanno segnalato di aver appreso con preoccupazione la notizia che le recenti serie di colloqui tra Russia e Occidente non hanno portato ad un accordo; invitano alla comune preghiera per la pace. "Nei loro discorsi, i leader di molti paesi sottolineano la crescente pressione da parte russa contro l'Ucraina, ai cui confini sono stati massicciamente radunati armi e militari. L'occupazione del Donbas e della Crimea ha dimostrato che la Federazione Russa, violando la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Ucraina, manca di rispetto per le norme vigenti del diritto internazionale" – si legge nell’Appello. 

Gli autori suggeriscono che "la ricerca di metodi alternativi alla guerra per risolvere i conflitti internazionali è diventata oggi un'esigenza urgente, perché il potere terrificante degli strumenti di distruzione a disposizione anche delle medie e piccole potenze e i legami sempre più forti esistenti tra le nazioni del mondo intero oggi rendono difficile o addirittura praticamente impossibile limitare gli effetti del conflitto". 

"Forti dell'esperienza delle generazioni precedenti, facciamo quindi appello ai governanti affinché si astengano dalla guerra. Invitiamo i leader a ritirare immediatamente gli ultimatum e a non approfittare di altri paesi come merce di scambio. Qualsiasi divergenza di interessi dovrebbe essere risolta non con l'uso delle armi ma attraverso gli accordi. La comunità internazionale dovrebbe unire i suoi sforzi in solidarietà e sostenere attivamente in tutti i modi possibili la società minacciata" – hanno scritto i Vescovi Polacchi e Ucraini.

Hanno ricordato anche che i regimi totalitari del XX secolo hanno portato nel mondo tragiche esperienze di guerre e terrore politico, ignorando l'autorità di Dio. "In nome di false ideologie intere nazioni sono state condannate allo sterminio, il rispetto della dignità umana è stato distrutto e l'essenza dell'esercizio del potere politico è limitato alla sola violenza. Anche oggi vogliamo sottolineare chiaramente che ogni guerra è una disgrazia e non può mai essere un modo appropriato per risolvere i problemi internazionali. Non lo è mai stato e non lo sarà mai perché essa crea nuovi, più gravi conflitti" – hanno aggiunto.

Gli autori dell’Appello hanno richiamato le parole di San Paolo VI che durante il suo discorso alla Sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo nel 1978, definì la guerra "un mezzo irrazionale e inaccettabile per dirimere le controversie tra Stati". Hanno anche ricordato la preghiera di San Giovanni Paolo II: "Padre, concedi al nostro tempo giorni di pace. Mai più la guerra. Amen. "

"I fondamenti delle relazioni interpersonali della cultura giudaico-cristiana sono i valori di fede, speranza e amore, nonché verità, bellezza e bontà, senza i quali non c'è e non ci sarà un futuro duraturo e pacifico. La situazione attuale esige dai cristiani di tradizione orientale e occidentale la piena responsabilità per il presente e il futuro del nostro continente e la disponibilità al sacrificio in difesa della comunità familiare, nazionale e statale" – hanno affermato i Vescovi Polacchi e Ucraini. Hanno sottolineato inoltre che, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, "le azioni manifestamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, non diversamente dalle disposizioni che le impongono, sono crimini".

L’Appello è stato firmato da: l’Arcivescovo Maggiore Sviatosłav Szewczuk, Primate della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina; l’Arcivescovo Stanisław Gądecki, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca; l’Arcivescovo Mieczysław Mokrzycki, facente funzione di Presidente della Conferenza Episcopale Ucraina; l’Arcivescovo Eugeniusz Popowicz, Metropolita di Przemysł-Varsavia della Chiesa Greco-Cattolica in Polonia; il Vescovo di Nił Łuszczak, Amministratore Apostolico sede vacante dell'Eparchia Greco-Cattolica di Mukaczewska sui juris in Ucraina.

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