Il 6 agosto del 1978 moriva Paolo VI, il Papa che voleva osare per il Vangelo

Un ricordo particolare della creazione della aula delle udienze che porta il suo nome

Papa Paolo VI nell' Aula che allora si chiamava Nervi
Foto: Vatican Media
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“«Osare» credo sia sempre stato lo spirito con cui Montini ha affrontato il suo ministero: osare sempre con fiducia, per l’avvenire della Chiesa, correggendo gli arbitri dottrinali e disciplinari, che sorgevano soprattutto dopo il Concilio; ma anche incoraggiando e aprendo nuove strade per l'annuncio del Vangelo in un mondo in continua e veloce evoluzione”.

Lo scrive Padre Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia biografo e custode di molti scritti di Papa Paolo VI.

Il 6 agosto del 1978 San Paolo VI si spegneva nella residenza di Castelgandolfo.

Da quel momento il 1978 divenne “l’anno dei tre Papi”. Si concludeva una vita ricca e piena non solo per il Magistero, ma anche per le tante iniziative del Papa per permettere ai fedeli di incontrare il Vicario di Cristo. Una di questa è la costruzione dell’Aula delle udienze che oggi porta il suo nome in Vaticano.

Padre Sapienza in un articolo sull’Osservatore Romano racconta il momento in cui il Papa incontrò l’ingegnere Pierluigi Nervi per la commissione:

“Paolo VI incontra l’ingegnere Pier Luigi Nervi e lo invita a costruire un luogo adatto per accogliere le folle sempre più numerose di fedeli e pellegrini, incoraggiandolo «a tentare opera non meschina o banale, ma cosciente della sua privilegiata collocazione e della sua ideale destinazione».

Il famoso architetto domanda a Paolo VI se, a due passi dalla cupola michelangiolesca, avrebbe potuto «osare». Il Papa risponde: «Osi! Bisogna saper osare al momento giusto!». Da quel primo incontro con Paolo VI, Nervi uscì scosso e turbato: «La sola idea di dover costruire un edificio all’ombra della Basilica di San Pietro gli procurava autentico tormento interiore». Tuttavia, incoraggiato dalle parole del Papa, ritrovò l’abituale, coraggioso entusiasmo. E oggi possiamo dire che siamo al cospetto di un atto consapevole di “ardimento”, ma anche davanti ad un atto di nobile umiltà. L’aula delle udienze, che si avvia a celebrare i cinquant’anni di vita, è la visione, trasformatasi in pietra, dei suoi coraggiosi idealisti creatori: Paolo VI e Pier Luigi Nervi”.

C’è poi qualche dato interessante: “in cinquanta anni, nelle udienze e nelle varie manifestazioni che vi si sono svolte alla presenza di Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, i fedeli siano stati oltre 11.500.000”.

Osare per il Vangelo:”Bisogna osare d’oltrepassare le soglie del Vangelo, e di studiare da quale principi il Signore vuol trarre la fecondità dell'istituzione spirituale e sociale, che è la Chiesa, da lui fondata” scriveva  Paolo VI nell’agosto del 1966.

E due anni dopo aggiungeva: “Il cristianesimo, per viverlo bene, ha bisogno di continue riparazioni, di ricorrenti riforme, di ripetuti rinnovamenti”.

 

 

 

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