Il Cardinal Sandri: “Sui cristiani perseguitati, l’Occidente come Pilato”

Bari, 29 aprile 2015
Foto: www.santegidio.org
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La dimensione di convivenza tra popoli e culture del mondo occidentale oggi è “messa in pericolo,” anzi sembra già in atto “un vero e proprio smantellamento” di questa dimensione, mentre secondo “un’altra non condivisibile ipotesi, dovremmo assistere ad una riorganizzazione degli Stati su base confessionale.” Da Bari, terra “abituata a guardare ad oriente,” il Cardinal Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, parla all’Incontro Intercristiano su “Cristiani in Medio Oriente, quale futuro” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, e di fronte ad una assise composta da membri delle varie confessioni cristiane, chiede di rinnovare il cammino verso l’unità, e sottolinea il silenzio sulla strage dei cristiani.

Un cammino che sembra ormai compromesso in Iraq, dove il dialogo interreligioso langue perché i cristiani si sentono traditi dai loro confratelli musulmani, e si cerca un difficile cammino di riconciliazione che possa portare alla pace. Poi c’è il cammino ecumenico, e quello va avanti. Il Cardinal Sandri guarda con attenzione al Concilio Pan Ortodosso, promosso dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, che si terrà nel 2016, nella Turchia di San Nicola.

La situazione dei cristiani in Iraq e il silenzio dei media sulla vicenda è paragonata da Sandri al silenzio di Pilato. “Forse – afferma - non pochi dei nostri fratelli di Oriente al sentire narrato il famoso gesto di Pilato – si lava le mani di fronte alla condanna di Gesù -  potrebbero aver pensato all’indifferenza e all’inazione a cui sembra essersi nei fatti rassegnata la comunità internazionale per le tragedie che ormai da anni si consumano in Siria e in Iraq.” Il Cardinale si dice pure rattristato per l’incapacità in Libano di esponenti pure cristiani che non sono stati capaci di trovare il consenso sul nuovo presidente, per una linea dettata più che dalla propria coscienza, dalle pesanti influenze di forze che si contendono il primato nel controllo dell’area”.

Nota, il Cardinale Sandri, che “se una soluzione non si è ancora trovata è certo perché i problemi sono molteplici e complessi, e vanno anche a toccare i rapporti interni alle diverse componenti dei fedeli musulmani e tra loro con le altre presenze religiose nella regione, tra le quali i cristiani.”  Ma ci sono anche “interessi e gli equilibri di potere e di ricchezza che sono ancora anteposti – pare senza arretrare di un passo  - alla sopravvivenza ormai più che al benessere delle popolazioni.”

“E’ uno scandalo,” dice il Cardinale Sandri senza mezzi termini. Che poi racconta: “Come Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali mi trovo ogni anno a rivolgere a nome del Santo Padre un appello perché in tutte le comunità del mondo si esprima un generoso sostegno alla presenza dei nostri fratelli in Terra Santa.”

La Terra Santa non riguarda solo i confini dello Stato di Israele e dell’Autorità Palestinese, ma anche la zona della Mesopotamia e della Persia, la Giordania, la Siria, il Libano, fino all’Egitto, ove trovò accoglienza la Santa Famiglia. Ai pastori delle Chiese cristiane dell’area va “la nostra vicinanza, la nostra gratitudine e tutto il possibile sostegno.”

Sottolinea il Cardinale che “il richiamo ad una presenza così configurata non può non essere un’indicazione di metodo anche per i tavoli di discussione ad altri livelli: non si può parlare di stabilità per il Medio Oriente senza includere l’annosa questione israeliana e palestinese accontentandosi che ai cristiani sia consentito vivere abbastanza pacificamente in entrambi quei territori.” Tutti gli Stati, afferma il Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, devono “esistere ed essere tutelati e non minacciati” ed è “compito dei Pastori cristiani in tutto il Medio Oriente aiutare i propri fedeli a crescere in questa consapevolezza, versando sulle ferite magari del recente passato, abbondante l’olio della consolazione, del perdono e della misericordia.”

Questa è la direzione in cui muoversi, altrimenti – aggiunge il Cardinale – “non dubitiamo che le sacche di “potere impazzito” quale è l’ISIS, si moltiplicheranno, anche perché sostenuti con armi e risorse dai diversi schieramenti di interesse.”

Ma è un problema anche dell’Occidente, che “sembra aver smarrito nel corso dei secoli la capacità di pensarsi anche entro un sano riferimento religioso, e ha sempre più spesso preferito un modello di laicità esasperata se non addirittura una vera e propria ‘eclissi di Dio’.” Così, “le distruzioni e gli orrori dell’odierno Medio Oriente – che taluni vogliono attribuire esclusivamente al fattore religioso  - non siano una scusa per confermare questa visione parziale ed erronea, ma uno stimolo a ripensare la coesistenza e la collaborazione delle diverse componenti della società per la promozione integrale dell’uomo.”

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