Il cardinalato secondo Papa Francesco

Papa Giovanni Paolo II crea cardinale l'Arcivescovo Jorge Mario Bergoglio
Foto: ©GIANCARLO GIULIANI/CPP
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"Quella cardinalizia è certamente una dignità, ma non è onorifica. Lo dice già il nome – cardinale – che evoca il cardine; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a una onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità. Voi siete cardini e siete incardinati nella Chiesa di Roma, che presiede alla comunione universale della carità". E' questo - in definitiva - il senso del cardinalato secondo Papa Francesco che così si rivolgeva ai neo porporati creati nel concistoro ordinario del febbraio 2015.

E queste parole di Papa Francesco hanno particolarmente senso oggi, giorno in cui il Papa ricorda il suo 16/mo anniversario di cardinalato. Era infatti il 21 febbraio 2001 e l'Arcivescovo gesuita di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio veniva creato cardinale di Santa Romana Chiesa da Papa Giovanni Paolo II, che lo incardinava a Roma assegnandogli il Titolo presbiterale di San Roberto Bellarmino.

Ai porporati - con parole semplice e dirette - Francesco ha ricordato l'essenza del cardinalato, i compiti di un cardinale e soprattutto il modus vivendi et operandi di un porpotato. "Il Cardinale – ricordava il Papa nel concistoro del 2014 - entra nella Chiesa di Roma, Fratelli, non entra in una corte. Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze. Il nostro linguaggio sia quello del Vangelo: sì, sì; no, no; i nostri atteggiamenti quelli delle Beatitudini, e la nostra via quella della santità".

Ai Cardinali creati nel suo ultimo concistoro - nel novembre scorso - Francesco infine spiegava che "il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore; la nostra meta e aspirazione è cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione".

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