Il Cardinale Bagnasco: "Genova non si arrende, di Dio ci possiamo fidare"

Il Cardinale Bagnasco, Arcivescovo di Genova
Foto: TV2000
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In Italia oggi è lutto nazionale per commemorare le vittime provocate dal crollo del ponte Morandi a Genova. 41 i morti accertati, e per alcuni di loro stamane celebrati i funerali di Stato, officiati dal Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ieri il presule genovese ha ricevuto una telefonata di vicinanza da Papa Francesco che già nell’Angelus del 15 agosto aveva espresso il suo cordoglio.

“In questi giorni ovunque - ha osservato il Cardinale Bagnasco - si innalza a Dio un’onda di preghiera. Genova è nello sguardo del mondo, in un grande abbraccio di commozione, di affetto e di attesa. Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire”. 

“Quanto più ci scopriamo deboli ed esposti - ha aggiunto l’Arcivescovo di Genova - tanto più sentiamo che i legami umani ci sono necessari: sono il tessuto non solo della famiglia e dell’amicizia, ma anche di una società che si dichiara civile. Questi vincoli richiedono una affidabilità solida e sicura: senza un amore affidabile non sarebbe possibile vivere insieme. E’ la gioia della semplice presenza degli altri che ci permette di portare la vita, e di condividere gioie e dolori: come un ponte ci permette di varcare il vuoto, così la fiducia ci consente di attraversare le circostanze facili o ardite della strada terrena”.

Dal Cardinale un invito alla speranza: “Gesù mostra che di Dio ci possiamo fidare anche se non sempre ci sono chiare le vicende umane. La fede, infatti, non dissipa tutte le nostre tenebre, ma illumina il cammino passo dopo passo, giorno dopo giorno. La sua risposta ai nostri tormenti è innanzitutto una presenza che ci accompagna: Gesù crocifisso, e la Madonna sotto la croce, sono l’immagine e il segno più evidenti che il Signore non ci abbandona, ma ci precede”.

Nonostante il crollo “Genova non si arrende: l’anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare. Come altre volte, noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo spremere quanto di buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto. La rete organizzativa e la tempestività a tutti i livelli, la professionalità generosa di tutti a cominiciare dai Vigili del Fuoco, la disponibilità di molti, la forza dei feriti, la preghiera e la solidarietà che subito si sono levate da ogni parte della Diocesi, rendono visibile l’anima collettiva della nostra Città. Ci auguriamo che i numerosi sfollati non solo trovino temporanea ospitalità, ma che possano ritrovare presto il necessario calore della casa”. 

Concludendo, il Cardinale si è detto certo che sta crescendo “per Genova un amore ancora più grande, convinto che essa lo merita, che non può essere dimenticata da nessuno, e che la sua vocazione è scritta nella sua storia di laboriosità e di tenacia, oltre che nella sua posizione di porta fra il mare e il continente”. Guardando a Cristo “eviteremo la disperazione e potremo tornare a guardare con coraggio il mondo, la vita, la nostra amata Città. Potremo guardarci gli uni gli altri e riconoscerci fratelli, perché figli dello stesso Padre ben oltre ogni differenza. Potremo rinnovare la fiducia reciproca e consolidare la vicinanza di queste ore. Potremo costruire ponti nuovi e camminare insieme”.

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