Papa Francesco, nel giorno dell’Assunta una Ave Maria per Genova

Papa Francesco durante una recita dell'Angelus
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Una Ave Maria per la città di Genova, scossa dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi, che ha causato un bilancio provvisorio di 35 vittime: al termine dell’Angelus della Solennità dell’Assunta, Papa Francesco prega per le vittime della città della Lanterna.

La pioggia ha un po’ rinfrescato l’aria di agosto, e Papa Francesco si affaccia puntuale dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico per ricordare a Festa dell’assunzione in cielo di Maria, che è “un privilegio accordato alla Santa Madre di Dio per la sua particolar unione con Gesù”, una “unione spirituale e corporale, iniziata dall’Annunciazione e maturata in tutta la vita di Maria attraverso la sua partecipazione al Mistero del Figlio”. "Maria sempre andava con il figlio, andava dietro Gesù, e per questo noi la chiamiamo prima discepola", chiosa il Papa.

Insomma, la vita di Maria era solo in apparenza quella di una “comune donna del suo tempo”, ma in realtà” ogni azione quotidiana era sempre compiuta da lei in unione totale con Gesù”, spiega il Papa. Una unione che “ha raggiunto l’apice” sul Calvario, motivo per cui Dio ha dato alla Madonna “partecipazione piena anche alla resurrezione di Gesù”.

Quello dell’assunzione di Maria è un mistero – sottolinea il Papa – che “ci mostra che Dio vuole salvare l’uomo intero, anima e corpo”, perché “Gesù è risorto con il corpo che aveva assunto da Maria, e l’assunzione di Maria, “creatura umana”, conferma “il nostro destino glorioso”.

Papa Francesco ricorda che i filosofi greci avevano già intuito la felicità dell’anima dell’uomo dopo la morte, ma “non concepivano che Dio avesse disposto che anche il corpo dell’uomo fosse unito all’anima nella beatitudine celeste”.

Papa Francesco aggiunge: "Il nostro corpo trasfigurato sarà lì". Proprio nella resurrezione della carne sta la caratteristica peculiare della rivelazione cristiana, confermata dall’Assunzione di Maria che ci “ricorda che siamo chiamati a servire e glorificare Dio con tutto il nostro essere, anima e corpo”.

Afferma Papa Francesco: “Servire Dio soltanto con il corpo sarebbe un’azione da schiavi; servirlo soltanto con l’anima sarebbe in contrasto con la nostra natura umana”.

Il Papa mette in luce che il nostro destino “sarà simile a quello della nostra madre celeste” se “avremo vissuto nel gioioso servizio a Dio, che si esprime anche in un generoso servizio ai fratelli”.

Dopo l’Angelus, Papa Francesco affida “le angosce e i tormenti di coloro che in tante parti del mondo soffrono nel corpo e nello spirito” a Maria Consolatrice degli Afflitti, e in particolare rivolge un pensiero “a quanti sono provati dalla tragedia avvenuta ieri a Genova, che ha provocato vittime e smarrimento della popolazione”.

Il Papa affida dunque alla “misericordia di Dio le persone che hanno perso la vita” ed esprime “spirituale vicinanza ai loro familiari, ai feriti, agli sfollati e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. 

Ieri il Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, aveva espresso in una nota tutto il suo sgomento per il crollo del Ponte Morandi, avvenuto – scriveva – “dopo le ripetute alluvioni degli anni scorsi, dopo il crollo della Torre Piloti al Molo Giano, eventi che tante vittime hanno provocato”.

Oggi, in tutte le chiese dall’arcidiocesi di Genova vengono ricordati con specifiche preghiere quanti sono stati colpiti e in tutta la città.

“Genova – ha concluso il Cardinale Bagnasco - si risollevi dal lutto e dal dolore di questo giorno e consolidi la solidarietà, il senso di responsabilità e di impegno concreto che esprimono la sua anima e di cui in tante circostanze è stata capace".

Ieri, anche la Conferenza Episcopale Italiana aveva espresso cordoglio per il disastro.

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