Il Cardinale Becciu: "Paolo VI, un Papa controcorrente"

Il Cardinale Becciu
Foto: Lucia Ballester CNA
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In vista dell’imminente canonizzazione del Beato Paolo VI si è svolta ieri presso l’Ambasciata d’Italia presso la Sante Sede - alla presenza dell’Ambasciatore Pietro Sebastiani - la presentazione del libro “Quel giorno a Gerusalemme. Da Paolo VI a Papa Francesco” di Massimo Milone. Tra gli ospiti anche il Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che ha rivelato il grande desiderio di Papa Francesco di canonizzare il suo Predecessore. “Al tempo della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II il Papa mi diceva sempre - ha raccontato il porporato - spero di poter canonizzare anche Paolo VI”. Un sogno che domenica realizzerà. E con il Cardinale Becciu - a margine della presentazione del volume di Milone - ACI Stampa ha parlato dell’attualità di Paolo VI. 

“Io posso dire che vogliamo i cattolici in politica, crediamo che l’appello di Paolo VI debba essere rinfrescato e messo in pratica. I nostri cattolici  hanno latitato. Si spera che rendano vivo l’invito di Paolo VI a vedere nella politica la più alta forma di carità perché è un servizio, non una ricerca di potere. Oggi mancano uomini che siano veri credenti che trasferiscano i valori evangelici nella politica, di fare questo sforzo di mediazione: non di clericalizzare la politica ma di animarla, rispettando la laicità dello Stato”.

Eminenza, da tempo però si confonde la laicità con il laicismo.

Non dobbiamo confonderli. Anche in Francia stanno maturando il concetto di laicità, la chiamano laicità positiva, vedono del positivo nella religione per il bene della società. Non vuole essere clericalismo, con la Chiesa che vuole occupare posti di potere ma con i suoi uomini permeare di valori le istituzioni: la generosità, il servizio, la disponibilità. E poi il dare attenzione ai più deboli. 

Paolo VI in tutto questo è un modello, soprattutto adesso che sarà canonizzato?

Certo. Diventa santo perché ad esempio lui da giovane prete ha fondato la FUCI, è lui che ha formato quel gruppo di cattolici che poi sono diventati la classe dirigente d’Italia. Li aveva plasmati da giovane. Ai tempi dell’Humanae Vitae per Paolo VI fu il tracollo totale in termini di popolarità, ma quando andiamo controcorrente non siamo popolari. Papa Francesco ne è cosciente e fin dall’inizio mi diceva: vedrai che la Francescomania cadrà prima o poi, ma è destino di ogni Papa: sono Vicari di Gesù Cristo e devono ‘rassegnarsi’ ad essere come Lui”.

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