Il Cardinale Ravasi: "Chi non ricorda non vive"

Il Cardinale Gianfranco Ravasi
Foto: Estefania Aguirre CNA
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“Esiste un’autonomia della politica, ma vi sono valori che vanno salvaguardati, come la dignità della persona, e che sono intrinseci alla religione. Inoltre, la necessità di ritrovare la memoria. Chi non ricorda non vive: siamo in un’epoca di smemoratezza del nostro passato glorioso, per cui rischiamo di avere, di ciò che è stato, solo scorze vuote come le Cattedrali, che oggi sono il regno dei turisti”. Lo ha detto il Cardinale Gianfranco Ravasi,  Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, intervenuto lunedì a Milano alla IX edizione dell’appuntamento promosso da Città dell’Uomo sul tema “Cultura, culture, religioni per la casa comune europea”.

Il Cardinale rileva poi come “dietro alla bruttezza estetica delle nostre periferie metropolitane, c’è la bruttura, questione che attiene alla morale. Se i ragazzi sono abituati per ore, ogni giorno, a vedere nel web immagini di bruttezze, diventano per forza vittime anche della bruttura”.

Secondo Ravasi, in conclusione, oggi è necessario “sostituire al duello il duetto, dove ognuno canta con la voce che gli è propria e, alla fine, si crea armonia. Questo è il grande impegno dell’Europa. Occorre una catarsi, una specie di rogo purificatorio del vaniloquio cui ci siamo abbandonati e del quale ci siamo compiaciuti”.

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