Il cardinale Sandri in Siria, in ginocchio davanti a voi che vivete un martirio

Prosegue la visita del Prefetto delle Chiese Orientali nel paese

Alcuni degli incontri del Cardinale Sandri in Siria
Foto: CCO
Previous Next
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Se alcune istituzioni internazionali sembrano aver abbandonato o quantomeno ostacolato la vita della Siria, la Chiesa Cattolica non ha abbandonato il Paese”.

É questo il senso stesso delle vista del Cardinale Leonardo Sandri in Siria che si concluderà il 3 novembre prossimo. 

Il cardinale ha vistato a Basrar, nel territorio dell’Eparchia Maronita di Lattaquieil cantiere di una casa destinata come luogo di residenza sacerdotale e per altre attività di ritiro e pastorali per i sacerdoti ringraziando i benefattori, come Aiuto alla Chiesa che Soffre, Missio e l’ Arcidiocesi di Colonia per il sostegno. 

Tra gli incontro anche quello con le Monache Trappiste che hanno fondato un Monastero da alcuni anni provenendo da Valserena.

E proprio ai religiosi Sandri ha detto: “ dobbiamo metterci in ginocchio davanti a voi sacerdoti, religiosi religiose e fedeli perché quello che avete fatto è un martirio vissuto e un esempio per tutta la chiesa cattolica”. 

    Le difficoltà per la comunità cattolica in Sira non è solo dovuta alla guerra. Un frate della Custodia di Terra Santa ha detto: ”viviamo una situazione molto difficile. Abbiamo tante scuole che il governo ha nazionalizzato anni fa e chiediamo lì aiuto della Santa Sede per riavere queste scuole, se si pensa alle nuove generazioni è molto importante lavorare sulla loro formazione perché solo così si potrà dare grande speranza alla regione”. 

E a proposito di speranza nel cambiamento Sandri ha fatto l’esempio dell’ Albania: “Negli anni ’90 ogni giorno si vedevano navi stracolme di migliaia di migranti, alcuni cadevano in mare… una cosa terribile dal punto di vista umano, e quante difficoltà si posero per l’accoglienza in Italia e altri Paesi Europei. La comunità internazionale ha trovato un accordo di collaborazione, lavorando in Albania per trasformare la situazione, migliorare il lavoro e l’educazione, la sicurezza e la libertà. Pensate che attualmente siamo arrivati al punto che alcuni italiani ora vanno a studiare in Albania”. 

La giornata si è chiusa con l’incontro a Homs nel salone dell’Episcopio  con i leader musulmani locali, sia sunniti che alawiti.

Giovedì il cardinale ha vistato l’Ospedale Italiano e quello Francese, accompagnato dal Nunzio Apostolico Cardinale Mario Zenari e da due Rappresentanti di AVSI che a partire dal 2017 ha sviluppato il progetto Ospedali Aperti. L’iniziale durata stabilita in tre anni, dal 2017 al 2020, è stata prolungata al 2021 e da poco al 2023, anche se di recente emerge la fatica a sostenere le spese garantendo la continuazione delle attività. All’Ospedale Italiano il Cardinale Sandri è stato accolto dalle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, che dirigono e coordinano le attività, dal Direttore Sanitario, medico siriano, e dai Padri Salesiani.

L’Ospedale francese è situato in una zona che durante il conflitto era attigua a quella di bombardamenti e colpi di mortaio, quindi con molti interventi di urgenza per feriti di tutti gli schieramenti. A dirigere la struttura ed accogliere il Cardinale questa volta le Suore della Carità (Vincenziane) insieme ad una delegazione di medici di diverse specialità, uno dei quali anche parlamentare. 

Ma il problema rimane sempre quello dei giovani che vogliono lasciare il paese per andare negli Stati Uniti, in Canada o in Australia. Gli stipendi medi anche del personale sanitario sono di circa 20 dollari al mese, che uniti all’innalzamento del costo della vita non consentono di poter affrontare la vita, soprattutto se si ha famiglia. 

Sandri ha incontrato il Patriarca greco ortodosso di Antiochia, S.B. Youhanna X che ha ricordato con gratitudine sia l’incontro del 1° luglio in Vaticano sulla situazione del Libano come pure la riunione del gruppo di lavoro cattolico-ortodosso Sant’Ireneo, i cui prossimi lavori potrebbero essere ospitati nella sede patriarcale di Balamand, in Libano. Tra i temi trattati il dramma della divisione dei cristiani, le tensioni esistente nel mondo ortodosso e la necessità in ambito politico che i leader dei partiti che sono maroniti antepongano il bene del Paese e quindi della permanenza cristiana sugli interessi di parte in viste delle elezioni previste nel 2022. 

Parlando con i diplomatici locali il cardinale ha evidenziato come l’attuale sistema delle sanzioni internazionali abbia affamato il popolo e creato una maggiore ricchezza in alcune categorie di persone in Siria attraverso il crescere della corruzione.

Ti potrebbe interessare