Il cardinale Zuppi: credere nella Pasqua non ci fa arrendere al male

La festa dei Panini di San Nicola celebrata dal cardinale a Tolentino

Il cardinale Zuppi nella basilica di san Nicola a Tolentino
Foto: Agostiniani di Tolentino
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Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute. Da quel giorno san Nicola prese a distribuire il pane benedetto ai malati che visitava, esortandoli a confidare nella protezione della Vergine Maria per ottenere la guarigione dalla malattia e la liberazione dal peccato.

Quindi nella ‘domenica laetare’, che racconta la parabola del ‘Figlio prodigo’, facendo pregustare la gioia della Pasqua di Resurrezione, nella basilica di san Nicola da Tolentino si è celebrata la festa del pane con i sindaci della Comunità montana dei ‘Monti Azzurri’, che hanno preso parte alla messa officiata dall’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Maria Zuppi: “Ecco, oggi è la festa della resurrezione di un figlio che era perduto ed è tornato in vita. E’ questo il senso della Quaresima: non meno vita, ma finalmente vita vera, incontro con sé, rientrare in sé, non uscire da sé!”

Al termine della concelebrazione eucaristica ho chiesto al card. Zuppi di spiegare il motivo per cui Pasqua non può esistere senza Resurrezione: “Pasqua è la Resurrezione. La bella notizia non consiste nelle parole importanti dette da Gesù; ma la notizia di Pasqua è la più incredibile di tutte: quell’uomo, morto in croce, è risorto e la vita non finisce. Ci aiuta a guardare con forza l’inevitabile scontro  con il limite della vita attraverso la croce, perché ci aiuta a vedere la luce della vittoria dell’amore sulla morte”.

In quale modo Gesù riaccende la speranza?

“Amando fino alla fine, abbassandosi fino all’umiliazione per innalzarsi sino alla gloria di Dio. Gesù vive fino in fondo quello che in realtà gli uomini e le donne vivono, cioè lo scontro con la propria fragilità, quando il male mette in croce i nostri sogni e le nostre attese. Il male mette in croce, l’amore vince la croce”.

Allora la Pasqua può essere un invito a superare la difficoltà del vivere?

“La Pasqua non rimuove tutte le nostre difficoltà. La vittoria di Gesù non è quella che ci permette di non avere più problemi, secondo una certa nostra idea di benessere. La Pasqua, per di più, non si afferma nemmeno immediatamente nel cuore dei discepoli. Essi devono combattere con la loro incredulità. La Pasqua è la vittoria, perché libera la morte dall’essere definitiva e rende definitivo l’amore di Gesù e la sua presenza viva”.

Per quale motivo nella Pasqua esplode la gioia?

“La Pasqua stessa è gioia, perché ci permette di combattere il male; ci affranca da esso e dalle sue intimidazioni, dal turbamento davanti alla sua forza e dalla sua capacità di seminare il dubbio sull’amore di Dio. Dobbiamo rafforzare l’uomo interiore per trasformare le esperienze in consapevolezza e non lasciarle solo emozioni da consumare”.  

E’ possibile credere nella Pasqua in tempi difficili?

“A maggior ragione! Credere nella Pasqua non ci fa arrendere al male. Qualche volta il male sembra definitivo e vincente; in realtà è la forza di Gesù che vince il male; la forza del perdono e della misericordia vince il male. Proprio nel buio della sofferenza crediamo nella luce della Resurrezione”.

Venerdì 25 marzo Papa Francesco ha consacrato al cuore immacolato di Maria la Russia, l’Ucraina e tutto il mondo. Quale forza ha la preghiera?

“La preghiera è la forza più grande per due motivi; la prima ragione è che la preghiera è la forza di Dio, che arriva dove noi non arriviamo; è una forza che non si vede, eppure è così efficace. Il secondo motivo è che la preghiera chiede a chi prega anche l’impegno. Non si accontenta della delega a Dio ‘pensaci tu’, ma Dio chiede di coinvolgerci nella lotta affinché il male venga sconfitto. La preghiera per la pace ci chiede di essere uomini di pace”.  

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