Il Concerto di Natale in Vaticano a favore dell’educazione in Uganda e Iraq

La conferenza stampa di presentazione
Foto: VG / ACI STAMPA
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Da più di 25 anni non c’è Natale senza il tradizionale Concerto in Vaticano. Anche quest’anno, sul palco dell’Aula Paolo VI, si esibiranno molti artisti famosi a favore della solidarietà. In particolare, grazie al ricavato dell’evento, saranno due i progetti che verranno realizzati, in Uganda e in Iraq.

Il Concerto di Natale in Vaticano, giunto alla sua 26.ma edizione, si terrà il 15 dicembre prossimo nell’Aula Paolo VI e sarà trasmesso in tv la notte del 24 dicembre.

Tanti gli aspetti benefici di questa manifestazione annuale che consegue sempre successo tra il pubblico appassionato di musica, ma che è collegata anche alla solidarietà. A cominciare dagli artisti stessi, italiani e internazionali invitati a cantare per lo più canti natalizi, che accettano di esibirsi gratuitamente. Il ricavato dei biglietti - acquistabili anche online sul sito: www.concertodinatale.it - andrà a finanziare due progetti legati ai rifugiati: uno in Uganda, l’altro in Iraq.

Il Concerto di Natale in Vaticano è promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede e organizzato dalla Prime Time Promotions a favore della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes e di Missioni Don Bosco Valdocco Onlus.

“Facciamo rete con l’educazione” è lo slogan sotto il quale si raccolgono i due progetti che li istituzioni promotrici intendono lanciare. Entrambi hanno per oggetto due campi profughi nei quali l’accoglienza, il nutrimento, l’assistenza sanitaria, la protezione hanno senso completo solo se integrate da un’attività educativa e formativa che costruisca atteggiamenti di pace e promuova la capacità di inserirsi nella società civile da cittadini operosi e rispettati nei propri diritti. I campi profughi in questione sono quelli di Erbil, 130.000 cristiani in territorio curdo-iracheno, e quello di Palabek, in Uganda, dove si sono raccolti 40.000 fuggiaschi dalla guerra del Sud Sudan.

Ad Erbil, Scholas ha attivato un’intensa attività facendo rete tra gli enti educativi e promuovendo lo scambio e la mobilità tra scuole e università italiane e irachene. Lo scopo è formare una nuova leadership giovanile irachena ambasciatrice della cultura dell’incontro e del dialogo, applicando i programmi di cittadinanza, sport e arte.

A Palabek, i Salesiani stanno costruendo un centro operativo che comprende scuole materne, scuole professionali, l’organizzazione di attività ludiche. Agli uni e agli altri è possibile inviare un contributo attraverso il numero SMS solidale 45530.

 

Ti potrebbe interessare