Il Concilio rivive grazie agli archivi del Pontificio comitato di scienze storiche

L'apertura del Vaticano II vista da Piazza san Pietro
Foto: @cc
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“La sfida più impegnativa che si pone allo storico al livello dell’interpretazione dell’evento conciliare è quella del cambiamento di maggioranza tra l’inizio e la fine del concilio. Per spiegare questa "inversione di tendenza", senza cadere nella trappola dell’ipotesi complottistica, il ricorso alla categoria dell’“esperienza conciliare” appare fondamentale”.

E’ questa una delle sfide più significative che si propone il convegno che per tre giorni farà rivivere la atmosfera del Concilio nelle aule del Vaticano.

Grazie a Pontificio camitato di scienze storiche si rifletterà su: “Il Concilio Vaticano II e i suoi protagonisti alla luce degli archivi” .

Padre Bernard Ardura, O. Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e Philippe Chenaux, Direttore del Centro Studi e Ricerche sul Concilio Vaticano II, Membro del Comitato hanno spiegato ai giornalisti come si svilupperà il convegno che ha la intenzione di rimette al centro le intenzioni dei Padri più che sugli effetti a breve termine dell’ assise.

Di questioni ce ne sono tanti a cominciare proprio dalla presenza delle “opposizioni” e dal fatto che un frainteso “spirito del Concilio” abbia fatto dimenticare molto del vero dibattito che si è sviluppato in tanti anni di lavori. Tempi lunghi proprio per permettere il dibattito.

Del resto l’idea iniziale di Papa Giovanni era quella di rendere attuale il Magistero fondato su lettura e Tradizione.

La presenza delle “minoranze” ovviamente non traspare dai documenti. Tranne in alcuni casi come nella Dei verbum. Padre Ardura ha spiegato che le fonti della Rivelazioni sono Scrittura e Tradizione, ma anche la Scrittura letta alla luce della Tradizione. Due posizioni che oggi non sembrano tanto distanti, e che all’epoca furono inserite entrambe, forse anche per questo.

La data del Convegno è significativa come ricorda Padre Ardura: “dopo la solenne apertura della Porta Santa, l’8 dicembre prossimo, nella solennità dell’Immacolata, anniversario della Conclusione del Concilio, il nostro Convegno di storia della Chiesa ci introdurrà in una riflessione sul Concilio, che San Giovanni XXIII volle già porre sotto il segno stesso della misericordia. Basta riprendere il suo discorso inaugurale dell’11 ottobre 1962, per convincersi del cambiamento di metodo, nella Chiesa e per la Chiesa, auspicato dal Pontefice. Diceva infatti: “Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta [agli] errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando”.

Il programma è intenso per far capire che cosa il Concilio abbia rappresentato per molti vescovi, “non solo una straordinaria esperienza di comunione fraterna sotto la guida dello Spirito Santo, ma anche una scuola di aggiornamento teologico” ha detto il professor Chenoux. Le domande sono tante: “ Come i padri conciliari hanno vissuto il concilio? Quale è stata la loroesperienza personale dell’evento? In quale misura questa esperienza conciliare ha condizionato il loro modo di concepire la Chiesa, il loro modo di essere vescovo? Bisogna parlare di una semplice “evoluzione”, oppure di una vera e propria “conversione”? Il poter documentare questi passaggi attraverso lo studio attento e rigoroso delle fonti a disposizione, rappresenta sicuramente uno dei compiti più interessanti della ricerca storica attuale sul concilio. La risoluzione del grande “enigma interpretativo” (“che cosa è successo nel Vaticano II?”) passa attraverso la ricostruzione precisa e meticolosa dell’attività dei suoi protagonisti. Sarà questo il tema della Prima sessione (10 dicembre) intitolata “I protagonisti rivelati dagli archivi (10 comunicazioni). La Seconda sessione (10 dicembre), intitolata “Le reti di contatto e di opinioni”, valuterà la consistenza delle reti di contatti e di scambio opinioni stabilitesi fra i partecipanti (10 relazioni). La Terza sessione (11 dicembre), dal titolo “Le evoluzioni nel corso del Concilio”, approfondirà il tema dell’evoluzione del pensiero dei partecipanti (9 comunicazioni). Due ulteriori sessioni di lavoro, una introduttiva (quella inaugurale) e una conclusiva “inquadreranno” queste tre.”

Il Convegno è aperto a tutti e sarà una occasione per distinguere il Concilio dei media dal Concilio dei Padri.

 

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