Il confessore di Bergoglio: quando gli entusiasti cambieranno sponda

Padre Berislao di Ostojic OFM con l'allora Arcivescovo di Buenos Aires
Foto: ilsismografo
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Aveva 68 anni era nato in Austria perché i genitori dall’ Erzegovina erano fuggiti durante la guerra, era membro della provincia dei francescani minori croata e la sua missione era in Argentina dove per anni è stato confessore di Jorge Mario Bergoglio. Padre Berislao di Ostojic OFM, si è spento serenamente  il giorno dell’ Assunta.

Un frate che ha fatto conoscere al futuro Papa la storia di quella parte di Europa che non riesce ancora a trovare una vera pace.

Molto di più padre Berislao ci ha lasciato in una lettera ad un confratello dell’ aprile 2013, una vera lettura del pontificato di Papa Francesco in anticipo.

Nel testo c’era la gioiosa condivisione della notizia della elezione dell’ arcivescovo di Buenos Aires. Un argentino “capace di aprire i cuori, costruire ponti e stringere mani senza fare eccezioni”, scrive il francescano "già dalle prime immagini si mostra come un uomo semplice e impegnato ad amare Dio".

E secondo un passo degli Atti degli Apostoli il frate spiega come “fare” e “insegnare" siano le due parole chiave per comprendere Papa Francesco.

Padre Berislao parla dello stile “piano, cordiale, e allo stesso tempo incisivo” del Papa. “E’ ovvio, scrive, che molti si chiederanno qual è la radice di questo stile” e “ le opinioni abbonderanno”. Prosegue il francescano nella sua lettera: “ Gli stessi mezzi della comunicazione, sia quelli semplici come i periodici e le riviste, o più sofisticati, cantano lodi al nuovo Papa e dicono tante cose interessanti. Senza dubbio anche quando si deve apprezzare la missione dei media bisogna evitare la ragnatela degli entusiasmi ingenui.

L’esperienza ci insegna che spesso coloro che oggi esaltano, domani, per ragioni ideologiche, improvvisamente si trovano dalla parte opposta. Basta pensare: che succederà quando il Santo Padre riaffermerà il valore di tutta la vita umana e pronuncerà un NO chiaro all’aborto? Che si dirà quando confermerà che il matrimonio è tra un uomo e una donna? E così via con altre domande sensibili. Allora molti entusiasti superficiali cambieranno sponda e gli faranno sentire il peso della croce che non si tratta a ribasso con la verità del Vangelo.

Sono profondamente convinto che Papa Francesco lo vive con serena gioia e allegria e che saprà portare la croce. E da quella invitare alla speranza che non delude.

Chi per qualunque motivo entrerà in contatto con lui ascolterà dalle sue labbra questa richiesta: prega per me! E ora come Papa chiede: “pregate per me perché non diventi superbo”. In questa semplice richiesta c’è tutto il suo concetto di autorità che è servizio. E poiché ha i piedi in terra non vive di illusioni, sa molto bene che il tentatore non dorme e che i tesori della grazie si portano in vasi di creta. Questo è realismo umano e spirituale.”

Per capire da dove gli venga questo atteggiamento Padre Berislao vede chiaramente l' atteggiamento orante, “ la capacità di stare di fronte al Sacramento e nell' abbeverarsi delle intimità con Cristo, della ricchezza con la quale Gesù riempie i cuori che si aprono per essere illuminati e rafforzati.”

Ancora il francescano scriveva che il "gesto di chiedere che si preghi per lui e di chiedere la benedizione del popolo non si improvvisa. La forza di quel gesto si è percepita nel silenzio orante che ha unito in Cristo il cuore dei fedeli e del Pastore.”

Il confessore di Bergolgio ricorda anche il gesto del Giovedì Santo, con la lavanda dei piedi ai carcerati.

“Gli è molto caro e ne parlerà con insistenza- scrive- il tema della tenerezza e della misericordia di Dio. Userà molte delle espressioni che conosciamo: Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono.”

E conclude padre Berislao: “ Questo è il Papa Francesco che conosco e sono sicuro che nonostante i suoi nuovi obblighi lo porteranno a qualche cambiamento, nell’essenziale continuerà ad essere lo stesso. E’ un innamorato di Cristo e di Cristo in tutti gli uomini. E anche quando non avrà un posto in prima pagina, continuerà a dare una testimonianza credibile e coerente di Gesù.”  E aggiunge: “Se ha scelto il nome di Francesco è perché, senza dimenticare di esser un gesuita, ha un cuore francescano.”

I media ancora osannano Francesco, ma forse, come prevedeva il suo confessore, il momento della croce deve arrivare. Anche se già si è vista una minore attenzione di alcuni media quando il Papa ha stigmatizzato ad esempio la ideologia gender. Ma forse il momento ancora più decisivo sarà durante il Sinodo sulla famiglia.

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