Il "diavolo dentro di noi" le crisi umanitarie viste da un fotografo

Il fotografo Jan Šibík
Foto: Alexey Gotovskiy/CNA
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Alcune sono un pugno allo stomaco, altre ti fanno immginare luoghi lontani ed esotici, nessuna ti lascia indifferente. Sono le foto che fino al 28 aprile sranno esposte alla Pontificia Università della Santa Croce. Le firma Jan Šibík: "Il Diavolo dentro di noi".

C’è la fame in Africa e la povertà in Oriente, ci sono i profughi, le vittime della guerra, le bombe che esplodono sullo sfondo delle città siriane.


Šibík, fotografo che ha viaggiato tutto il mondo, ha documentato la caduta del comunismo in Cecoslovacchia, a Praga, la sua terra, ma anche le guerre di Afganista, Serbia, Nagorno Caracca, Ruanda, Angola, Somalia e poi estremo e medio oriente fino a funerali di Giovanni Paolo II in Vaticano.

Nel 2000 ha organizzato una campagna umanitaria per i bambini in Sierra Leone enle 2005 lo ha fatto per sostenere le vittime di Odessa in Ucraina.

Ad organizzare la mostra l’ Ambasciata della Repubblica Ceca presso la Santa Sede e presso il S.M.O.M. e il Sovrano Militare Ordine di Malta e con la Delegazione dell'Unione Europea presso la Santa Sede.

In occasione della inaugurazione della mostra si è svolta anche una tavola rotonda  

sulla risoluzione delle crisi umanitarie con il Vice Primo Ministro della Repubblica Ceca,  Pavel Bělobrádek, il Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta Fra´Mathew Festing, il Gran Cancelliere del S.M.O.M. Albrecht Freiherr von Boeselager, l'Ambasciatore dell'UE, Laurence Argimon-Pistre, e l'ex Ministro degli Affari Esteri dell'Italia e Presidente della Società italiana per le organizzazioni internazionali, Franco Frattini.

Dopo il 29 aprile la mostra  sarà trasferita da Roma a Milano, dove sarà esposta presso il Centro ceco dal 3 al 10 maggio 2016. Alla fine di maggio si sposterà ad Istanbul, dove accompagnerà il Vertice umanitario mondiale dell'ONU.

Si tratta della prima occasione storica per ripensare e ridisegnare i principi che guidano l’aiuto umanitario alle popolazioni in stato di necessità e per rafforzare l’azione umanitaria a livello globale. Governi, grandi donatori, organizzazioni esecutive avranno la occasione nelle pause dei lavori di vedere con i propri occhi quel “diavolo tra noi” davanti al quale spesso si passa con una indifferente assuefazione.

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