Il Forum delle Famiglie: "Accoglieremo i bambini migranti senza famiglia"

Papa Francesco bacia una bambina
Foto: Servizio Fotografico L'Osservatore Romano
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“L’esperienza di questi anni” in tema di accoglienza e aiuto ai migranti “ci ha fatto toccare con mano l’esistenza di un’emergenza nell’emergenza: quella dei bambini che arrivano in Europa senza la famiglia, magari perché perduta durante il viaggio. Sono quelli burocraticamente definiti Minori stranieri non accompagnati, definizione che diventa ancora più fredda e impersonale nella sigla MISNA”.

Il Forum delle Associazioni Familiari interviene sull’appello di Papa Francesco sull’accoglienza ai migranti e fa una proposta originale: “abbiamo preparato un documento che, a partire dal Piano nazionale del 2014, contiene alcune proposte di ulteriore sviluppo e valorizzazione di una accoglienza ‘dal sapore della famiglia’. Nella nostra proposta si chiedono, tra l’altro, procedure certe e semplificate, strutture mirate, una banca dati nazionale, applicazione delle norme sostitutive della famiglia, coinvolgimento della società civile ed in particolare dell’approccio ‘family to family’”.

Accogliere i bambini abbandonati, insomma: “Nell’ambito di questo grande impegno il Forum è pronto a dare il proprio contributo e ad offrire il know how, in particolare attraverso le associazioni che da decenni lavorano nell’accoglienza dei minori. Anche a livello europeo l'associazionismo familiare si è mobilitato, davanti ad un fenomeno ormai planetario, come ribadisce anche un recente comunicato della FAFCE (la Federazione europea delle associazioni familiari”.

“Le famiglie e le loro associazioni sono risorsa insostituibile di accoglienza e solidarietà, già in azione, che chiede anche alla politica dei grandi di rispondere positivamente all’appello di Papa Francesco: che è appello all’accoglienza, alla responsabilità ed all’urgenza, per l’Europa nel suo insieme, di ritrovare un’anima che sembrava persa”.

L’aiuto sarà offerto a “bambini e ragazzi che hanno già sofferto tantissimo; per molti di loro trovare una nuova famiglia che li accolga è davvero la più importante ed efficace risposta al loro bisogno estremo di cura e protezione, ma soprattutto di relazioni calde, di fiducia, di amore”.

L’esperienza non manca. “La recente sperimentazione "Rifugiato a casa mia", promossa e realizzata a Torino da enti di ispirazione cristiana, enti pubblici e volontariato, che ha consentito di ospitare in venti famiglie ‘normali’ venti situazioni di rifugiati da varie Nazioni, singoli o famiglie, conferma che è possibile rispondere positivamente alla sfida planetaria dell'accoglienza a chi fugge da guerre, persecuzioni e massacri”, spiegano dal Forum.

“Serve oggi soprattutto un'accoglienza diffusa, dai numeri piccoli e distribuiti, ma possibili in ogni angolo dell'Italia, evitando il più possibile i grandi numeri, i grandi insediamenti di 500 o mille persone (e al CARA di Mineo sono arrivati fino a 3mila!), magari funzionali ad esigenze di controllo e di gestione, ma che rischiano di rinchiudere speranze, progetti e soggettività degli ospiti, spesso per troppo tempo. Proprio nel modello diffuso e di piccoli numeri potranno svolgere un ruolo prezioso anche le oltre 26mila parrocchie italiane chiamate all'accoglienza da Papa Francesco; ma lo potranno e sapranno fare se e in quanto anche le famiglie di quelle parrocchie si mobiliteranno, senza ‘voltarsi dall'altra parte’”.

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