Il gesuita Juan Alonso Polanco: uno dei primi compagni di Sant'Ignazio

All'opera del religioso si deva gran parte della diffusione degli Scritti ignaziani

Sant'Ignazio di Loyola
Foto: pubblico dominio
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La  storia della Compagnia di Gesù è stata scritta da uomini che hanno speso la loro esistenza per l'avvento del Regno dei cieli sulla terra. Fra questi vi fu anche Juan Alonso Polanco.

Raccontare la vita di quest'uomo è tenere viva la memoria di Sant'Ignazio di Loyola che da subito, intuendone le buoni doti morali ed intellettuali, lo volle al suo fianco.

Nato a Burgos nel 1517 da una ricca e conosciuta famiglia compì i suoi studi a Parigi ed a Padova. Giunto a Roma, vista la formazione ricevuta, entrò in contatto con la struttura amministrativa dello Stato pontificio, nella quale svolse alcuni incarichi di rilievo.

Nel 1541 conosciuto Ignazio ed appreso il suo progetto, superate le resistenze familiari, chiese di essere ammesso nella nascente Compagnia di Gesù.

Ricevuti gli Esercizi spirituali dallo stesso fondatore, si affidò alla sua direzione volendo essere parte di quella missione che stava spiccando verso il futuro.

Dal 1547 fino al 1556, anno della morte di Sant'Ignazio di Loyola, fu suo segretario ma di più amico. Visse con lui, tanto da avere per ogni evenienza la camera vicina a quella del santo.

La sua competenza fu indispensabile e necessaria per la stesura in latino del testo delle Costituzioni composte, originariamente in lingua castigliana.

Si deve all'opera intellettuale e religiosa di fratel Polanco se, dopo la morte del loro autore, gli Esercizi spirituali furono tradotti in latino e diffusi per ragioni di apostolato.

A questo confratello Sant'Ignazio dettò parte delle sue lettere dirette ai vari interlocutori della vita sociale del tempo.

Polanco fu uno dei pochissimi testimoni della quotidianità del Pellegrino e ne seguì fedelmente le regole. Per questo potè scrivere un'importante biografia di Sant'Ignazio di Loyola (Vita Ignatii Loiolae et rerum Societatis Jesu historia), raccontando le vicende che viveva la comunità di Santa Maria della strada.

Dopo la morte di Sant'Ignazio di Loyola, avvenuta in quel lontano 31 luglio 1556, e fino al 1572, continuo a prestare il proprio servizio con i padri Diego Lainez e Francesco Borgia, Prepositi generali alla guida dell'istituzione ignaziana.

Spirò a Roma, nel 1577 dopo aver fedelmente seguito il suo fondatore nell'avvento di quel Regno che aveva sempre cercato nella sua vita di gesuita.

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