Il giorno del Papa a Lesbo poche ore ma tutte per la gente

Un campo di rifugiati a Lesbo
Foto: pd
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Un giorno a Lesbo, un incontro con la popolazione, l’abbraccio con i rifugiati ma anche un faccia a faccia con il Primo ministro greco per ricordare che l’Europa non deve essere costruita sui muri.

Significativo che il Papa sia stato in Europa soprattutto nell’ area dei balcani, dopo l’ Albania, la Turchia e Sarajevo.

Ma quella di sabato non è una visita ad una paese, ma piuttosto è la manifestazione di una preoccupazione condivisa del Papa con il Patriarca Bartolomeo e la Chiesa ortodossa Greca. Il Governo si è unito, anche in attesa di capire come affrontare la questione. Si parla di 100 mila profughi che arriveranno entro l’anno in un paese già in profonda crisi economica.

Il Papa parla anche ai greci quindi, quelli che accolgono a Lesbo e in altro luoghi i giovani che arrivano, i bambini, e gli anziani.

Si parte alle setti di mattina da Roma  per Mitilene dove l’arrivo è previsto alle 10.20.

Il Santo Padre viene ricevuto dal Primo Ministro; riceve poi il benvenuto da parte di Sua Santità Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, di Sua Beatitudine Ieronymos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e, subito dopo, Fragkiskos Papamanolis, OFM Cap, Presidente della Conferenza Episcopale greca.

All’aeroporto si svolge l’incontro con il primo ministro poi il trasferimento al Mòria refugee camp che ospita circa 2.500 profughi richiedenti asilo. Uno dei quattro centri di accoglienza dell’ isola che ha circa 90 mila abitanti.

Nessun intervento politico del primo ministo Tsipras, il Papa fa una vista umanitaria con un risvolto ecumenico, ma niente politica fa notare Padre Federico Lombardi. Lungo le transenne del campo ci saranno 150 minorenni ospiti del centro.

Il Papa e il Patriarca attraversano il cortile dedicato alla registrazione dei profughi e raggiungono la grande tenda dove salutano individualmente circa 250 richiedenti asilo.

E qui i tre vescovi, quello di Roma, quello di Costantinopoli e quello di Atene dal podio nel cortile di registrazione dei profughi faranno i loro discorsi, firmeranno una dichiarazione congiunta e poi pranzeranno insime ad 8 rifugiati che rappresentano le diverse realtà di una umanità dolente che affronta le poche miglia di mare che separano Lesbo dalla Turchia, nel container alle spalle del podio.

Nel pomeriggio al porto arriva l’incontro cone la cittadinanza e la memoria delle vittime. Un discorso del Papa, una preghiera comune e un minuto di silenzio, poi i tre leader ricevono da tre bambini corone di alloro, che verranno lanciate in mare.

Saranno presenti i cattolici di Lesbo e delle isole vicine che dormiranno nella parrocchia prima di ripartire perché in serata non ci sono traghetti. Ma per la comunità cattolica piccolissima è un momento da non perdere.

Italiano, inglese e greco nei discorsi e nella dichiarazione comune tutta sui temi umanitari.

Con il Papa ci sarà il sostituto della Segretaria di Stato Becciu, e il cardinale Koch oltre ai traduttori. Il cardinale Parolin è in Polonia per le celebrazioni del Battesimo.

Ci sarà ad accolgiere il Papa il Nunzio Adams e gli arcivescovi catolici locali.

In aeroporto prima di ritornare in Vaticano il Papa incontra privatamente l’Arcivescovo di Atene e il Patriarca e di nuovo il Primo Ministro.

La partenza è prevista per le 15.15 e l’arrivo a Ciampino per le 16.30

Ti potrebbe interessare