Il Giubileo continua a Latina. La Porta Santa chiuderà il 25 novembre

Monsignor Mariano Crociata
Foto: Latina oggi
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Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro domenica scorsa e ha concluso così il Giubileo Straordinario della Misericordia. Ma il Giubileo continua per alcune diocesi italiane. Come per quella di Latina-Terracina- Sezze-Priverno. Grazie alla festa e alla liturgia di Santa Maria Goretti, la santa pontina per eccellenza. ACI Stampa ne ha parlato con il vescovo della diocesi, monsignor Mariano Crociata.

Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro il 20 novembre. La diocesi di Latina il 25. Come mai questo evento particolare?

Esigenze di calendario e di attività pastorali diocesane hanno indotto a spostare di alcuni giorni, previo contatto con il Pontificio Consiglio competente, la conclusione dell’Anno della misericordia. Il pensiero di una chiusura con l’urna di S. Maria Goretti sorgeva spontaneo dopo il messaggio che il Papa ha inviato, nell’Anno della Misericordia, congiuntamente ai vescovi di Latina e di Albano. D’altra parte, era doveroso attenersi all’indicazione del Vescovo di Albano di evitare spostamenti dell’urna nel corso del giubileo, in ragione della scelta del santuario di Nettuno come porta santa giubilare. Si può aggiungere che nel settembre del 1991 aveva luogo il viaggio di san Giovanni Paolo II a Latina per commemorare il centesimo anno della nascita di santa Maria Goretti. L’insieme di queste circostanze ha portato alla scelta della data alla fine adottata.

Monsignor Crociata, il Giubileo Pontino. Come lo hanno vissuto i fedeli? Un bilancio?

Il bilancio più importante è quello spirituale, che è anche l’unico che non possiamo trarre, perché attiene al cammino di penitenza e di santificazione proprio di ciascuno. Uno sguardo alle attività pastorali lascia una sensazione confortante. Sono state numerose le parrocchie che si sono recate a Roma per celebrare il giubileo. Molte di più sono state quelle che hanno celebrato in Cattedrale e, in misura minore, alla Casa del martirio di S. Maria Goretti, dove però sono da mettere in conto non pochi gruppi provenienti dalle diocesi confinanti. Sono stati in molti a prendere sul serio l’occasione del giubileo per una revisione della propria vita a partire dall’esperienza sacramentale, a cominciare dalla confessione. Accanto alla diffusa collaborazione volontaria a tante iniziative della Caritas, prima fra tutte la Mensa della Caritas diocesana a Latina, hanno suscitato nuove ondate di solidarietà l’avvio in corso di una Mensa cittadina della Caritas anche a Terracina e la realizzazione di uno Studio medico odontoiatrico e ecografico a Latina, che sarà inaugurato proprio alla vigilia della chiusura dell’Anno giubilare, di cui vuole restare segno a futura memoria, secondo l’invito rivolto alle diocesi da papa Francesco.

Santa Maria Goretti: da sempre un esempio di misericordia. Quali storie sono legate alla sua figura? In questo anno giubilare si è fatto ancora più forte il suo esempio?

Il già citato messaggio del Papa ha messo in evidenza un aspetto che fin dall’inizio dell’Anno della misericordia abbiamo colto in diocesi, indicando nella Casa del martirio di Borgo Le Ferriere l’altra meta di pellegrinaggio, dopo la Cattedrale. La vicenda biografica breve e semplice della piccola santa contiene un triplice richiamo a una esemplarità che acquista, se possibile, una più grande attualità. Innanzitutto la condizione di migrante insieme alla sua famiglia la porta a una vita di sacrifici che non la distolgono bensì la rafforzano nella fede nella quale cresce trovando nella Eucaristia il momento più alto della sua fedeltà al Signore. Il senso della famiglia e della solidarietà la portano a una dedizione e a un servizio ordinario umile e senza riserve. Di fronte al gesto violento che le toglie la vita, la sua risposta non è di rabbia, odio o risentimento, ma quello di un perdono pronto e generoso che guarda spontaneamente al paradiso di Dio.

Prossimi appuntamenti nella diocesi Latina-Terracina- Sezze-Priverno?

Tra gli altri, si possono segnalare in gennaio due appuntamenti sul tema dei giovani e la scuola e sul tema delle immigrazioni. Si tratta di iniziative che, insieme ad altre, vogliono accompagnare un cammino di Chiesa che raccoglie progressivamente il frutto di un anno ricco di spiritualità della misericordia e mira a far crescere la capacità di estroversione dei credenti e delle comunità, con una attenzione partecipe alla condizione e alla vita degli altri, riconosciuti, ascoltati e accolti nella loro dignità umana e nel loro bisogno di Dio.

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