Il Giuramento delle reclute della Guardia Svizzera Pontificia, una giornata speciale

La giornata del Giuramento
Foto: Daniel Ibanez/ Aci Group
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E’ un evento che si celebra da più di 500 anni, ma ogni anno l’emozione è nuova, perché i ragazzi sono nuovi, le famiglie sono nuove. Il Giuramento delle nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia ricorda il gesto eroico delle guardie che nel 1506 hanno dato la vita per salvare il Papa dall’assalto dei Lanzichenecchi.

Tempi assai diversi da oggi? In un certo senso no. Ed è per questo che la Guardia è ancora il punto di forza della difesa del Papa. E oggi non solo o non tanto con le armi, ma più che mai con la forza della fede.

Ieri 6 maggio alcuni di loro erano con il Papa in Bulgaria, ma la grande famiglia della Guardia ha iniziato la giornata con la messa in San Pietro.

Cantone ospite sarà quest‟anno il Canton Ticino anche per consolidare il legame con la Patria,  ogni scuola reclute segue una formazione di un mese presso la polizia cantonale del Ticino, a Isone.

Sono tanti i momenti celebrativi della giornata, concerti e momenti di ricordo per i caduti. Poi il grande momento del Giuramento, con tre dita della mano, segno della Trinità. Un giuramento per la vita perché non si smette mai di essere una Guardia Svizzera Pontificia.

Ma la vita della Guardia non è solo romantico ricordo.

Oggi la Guardia che ha avuto un allargamento di organico deve arrivare a 135 elementi, e non è sempre facile convincere dei ragazzi benestanti svizzeri a fare sacrifici per almeno due anni.

Nuovi progetti per far conoscere la realtà di questo servizio sono attivi soprattutto nelle scuole.

E il progetto più grande è quello della ricostruzione della Caserma ormai fatiscente che nei prossimi anni prevede la necessaria raccolta fondi per 50 milioni di euro.

Si è creata una fondazione per la raccolta fondi che si rivolge a tutto il mondo e che in collaborazione con la Segreteria di Stato dovrà gestire questo progetto. Ci vorranno degli anni.

Commozione al momento del giuramento delle 23 nuove guardie prestato sulla bandiera del Corpo, alla presenza dell‟Assessore della Segreteria di Stato, Paolo Borgia e del Prefetto della Casa Pontificia, Georg Gänswein.

Le autorità svizzere erano rappresentate dal Consigliere Federale Ignazio Cassis, dalla Presidente del Consiglio Nazionale, Marina Carobbio, dal Presidente del Consiglio degli Stati Jean-René Fournier, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall‟ Ambasciatore Svizzero presso la Santa Sede, Denis Knobel. La Chiesa in Svizzera  è stata rappresentata dal Presidente della Conferenza dei Vescovi, S. E. Mons. Félix Gmür.

La sfida è quella di trovare nuovi giovani con un fede profonda e la voglia magari di fare una esperienza di un paese, l’ Italia, che il comandante della Guardia, Graf definisce bellissimo. “Dobbiamo cambiare l’opinione che ha la gente della Guardia. Non si tratta solo di un servizio d’onore, ma di una vera formazione professionale e di sicurezza”.Tutti gli svizzeri sono fieri della

Guardia, anche chi non è cattolico e per questo il 6 maggio è sempre festa grande. Come ricordano Lukas Schmucki, Presidente dell‟associazione delle ex-guardie, Ruth Metzler e Jean-Pierre Roth, Presidenti delle fondazioni per la Guardia Svizzera.

 

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