Il grazie dei vescovi polacchi ai cittadini pro-vita

Una delle manifestazioni contro l'aborto in Polonia per la proposta di legge "Stop all'aborto", che il 10 gennaio ha passato il primo esame della Camera bassa
Foto: wprost.pl
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Il primo sì della Camera bassa di Polonia al disegno di legge contro l’aborto eugenetico è arrivato nella notte del 10 gennaio. Il disegno di legge che invece facilitava l’aborto non è passato. E i vescovi polacchi, in una nota, hanno ringraziato i cittadini che hanno firmato per la proposta di legge cittadina.

Si tratta solo di una prima lettura, perché il disegno di legge deve fare tre passaggi parlamentari, e c’è sempre il rischio che il presidente eserciti il suo diritto di veto alla fine del percorso, il che significherebbe riportare la legge al Parlamento con una maggioranza richiesta più ampia. Non ci sarebbero i numeri.

Di certo, il risultato politico dello scorso 10 gennaio è notevole. Due erano i disegni di legge in discussione. Quello chiamato “Stop all’aborto” aboliva la possibilità di aborto eugenetico, ed era stato sostenuto da 830 mila firma. E poi ce ne era un altro, che rendeva più leggeri gli ostacoli per potere abortire, che ha raccolto 200 mila desioni.

La Camera bassa ha approvato la legge anti-aborto con una maggioranza di 277 a 134, e ora la legge passa al vaglio delle commissioni. La legge “Stop all’aborto” è una iniziativa legislative civica. La legge mira a non creare discriminazioni sulla base di una malattia.

L’altra proposta di legge era intitolata al diritto delle donne e alla genitorialità consapevole, ed ha avuto 194 voti contrari e 7 astenuti. La proposta introduceva l’aborto praticamente senza restrizione – la donna avrebbe avuto il diritto di abortire prima della fine della 12esima settimana, e dopo questo periodo l’uccisione del bambino sarebbe stata ritenuta accettabile se la sua presenza costituisse un grave pericolo di vita per la donna.

La presidenza della Conferenza Episcopale Polacca ha diffuso una nota, ringraziando gli organizzatori della iniziativa “Stop all’aborto” e “tutti quei parlamentari che hanno votato per la vita supportando questa legge”.

I vescovi hanno detto di confidare che “presto le garanzie legali per proteggere le vite dei più deboli saranno accresciute con lo stop all’aborto eugenetico”, e hanno ricordato le parole di Papa Francesco nel discorso dell’8 gennaio scorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Parlando del Settantesimo della Dichiarazione universal dei diritti dell’uomo, il Papa aveva sottolineato che il primo diritto è “il diritto di ogni essere umano alla vita, la libertà e la sicurezza personale”.

“Chiediamo preghiere per la protezione del diritto alla vita”, hanno concluso i vescovi.

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