“Il martirio di monsignor Romero” nella chiesa di Sant'Ignazio al Campo Marzio

S. Oscar Arnulfo Romero
Foto: Daniel Ibanez CNA
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La sera di sabato 13 ottobre, nella chiesa di Sant'Ignazio al Campo Marzio, è stata realizzata la rappresentazione “Il martirio di Oscar Romero”. L'opera, nata dalla riflessione di Eleonora Zacchi ed ispirata al testo Il martirio del Pastore” (di Samuel Rovinski) narra la storia e l'evoluzione, spirituale e morale, del celebre martire della Chiesa del Salvador.

Monsignor Oscar Arnulfo Romero y Galdamez (1917-1980) che Papa Francesco, domenica 14 ottobre, ha elevato alla gloria degli altari, ha donato la sua vita per la proclamazione del Vangelo, in una terra dai forti  contrasti sociali.

La rappresentazione, nella elegante cornice della Chiesa, ha evidenziato con particolare realismo, il percorso psicologico che ha condotto Monsignor Romero a spendere la sua esistenza in vista di una società più equa ma di giusta. In questa si narra la vicenda che ha intrecciato la vita del martire, con quella del padre gesuita Rutilio Grande, il quale insieme a due catecumeni ha incontrato la morte, a causa della propria attività, in favore dei poveri e degli oppressi. In tale rapporto si sottolinea  l’unità della Chiesa del Salvador, in vista del Bene comune. Il martire non ha esitato ha portare avanti una politica evangelica e solidaristica, in virtù dell'annuncio del Regno dei cieli in favore del suo popolo.

Sacerdote, uomo di pronta e fedele testimonianza, vescovo ma di più cattolico convinto non ha esitato a dare tutto se stesso, come il Cristo nel sacrificio redentivo della Croce. “Non c'è amore più grande di questo:dare la vita per i propri amici”, recita il Vangelo (Gv.15, 9-17). E questo Monsignor Romero dopo averlo ascoltato lo ha messo in pratica, con la propria vita.

Degni di nota sono stati i dialoghi di Monsignor Romero, i quali  hanno messo in luce il suo amore per la Parola di Dio e le necessità delle persone che a lui si rivolgevano. 

Particolarmente toccanti le registrazioni di una delle ultime omelie del santo salvadoregno, il quale ha confermato dal pulpito della proclamazione evangelic, il suo atteggiamento deciso nell'offrire una parola di evangelica speranza.

Monsignor Romero con il suo gesto ha lasciato, nel mondo, un segno di speranza, per un futuro di pace e di fratellanza. Ma oltre a ciò, forse pochi sanno che il santo dal 1937 al 1942 fu alunno della Pontificia Università Gregoriana, retta dai gesuiti e certamente sarà entrato nella vicino tempio Sant'Ignazio. Forse, nella sera, in cui veniva così ricordato, era presente anche la sua memoria fra i banchi di quelle chiesa, nel cuore della vecchia Roma, dove si sarà, a volte, fermato a pregare.

 

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