Il mese del Rosario,il ricordo grato di Giovanni XXIII per le encicliche mariane dei Papi

Grata recordatio, una enciclica breve che mette tante questioni nelle mani di Maria

La celebrazione dell' 11 ottobre 1959 per la consegna dei crocefissi ai missionari
Foto: Medici con l'Africa Cuamm
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“Affinché gli uomini responsabili dei destini delle grandi come delle piccole collettività, i cui diritti e le cui immense ricchezze spirituali debbono essere scrupolosamente conservate intatte, abbiano a valutare attentamente il grave compito dell'ora presente”.

Per questo nella lettera enciclica Grata recordatio Papa Giovanni XXIII chiedeva la preghiera del Rosario a tutto il popolo di Dio.

La lettera del settembre del 1959 era un ricordo del nuovo Papa verso i suoi predecessori, soprattutto delle encicliche mariane di Leone XIII; “Era, quello, un forte e suadente richiamo a rivolgere fiduciose suppliche a Dio, mediante la potentissima intercessione della vergine Madre di Dio, con la recita del santo rosario. Questo, infatti, come è a tutti noto, è un modo eccellentissimo di preghiera meditata, costituito a guisa di mistica corona, in cui le orazioni del «Padre nostro», dell' «Ave Maria» e del «Gloria al Padre», si intrecciano alla considerazione dei più alti misteri della nostra fede, per cui viene presentato alla mente come in tanti quadri il dramma dell'incarnazione e della redenzione di Nostro Signore”.

Ma poi c’è un ricordo dell’immediato predecessore Pio XII di cui ricorreva pochi giorni dopo la firma dell’enciclica un anno dalla morte. Papa Giovanni scriveva: “E Ci piace inoltre qui ricordare, che anche il Nostro immediato predecessore con l'enciclica Ingruentium malorum già una volta esortò i fedeli di tutto il mondo, come Noi ora facciamo, alla pia pratica del santo rosario specialmente nel mese di ottobre. In quell'enciclica vi è un ammonimento che qui ben volentieri ripetiamo: «Volgetevi con sempre maggior fiducia alla vergine Madre di Dio a cui i cristiani sempre e principalmente sono ricorsi nelle avversità, in quanto essa ‹è stata costituita fonte di salvezza per tutto il genere umano›”.

Il Papa ricordava la consegna dei crocefissi ai nuovi missionari e la celebrazione del primo centenario di fondazione del Collegio Americano del Nord: “Le due cerimonie, sebbene stabilite non intenzionalmente per lo stesso giorno, - scriveva il Papa- hanno il medesimo significato: di affermazione, cioè, netta e decisa dei principi soprannaturali che muovono ogni attività della chiesa cattolica; e della volonterosa e generosa dedizione dei suoi figli alla causa del mutuo rispetto, della fraternità e della pace fra i popoli”.

Per il Papa era chiaro che “ si sono oggi diffuse posizioni filosofiche e atteggiamenti pratici assolutamente inconciliabili con la fede cristiana. Noi continueremo, con serenità, precisione e fermezza, ad affermare tale inconciliabilità”.

Papa Giovanni XXIII confida però che “ messi da parte gli aridi postulati di un pensiero cristallizzato e di un'azione penetrata di laicismo e di materialismo, si faccia tesoro di quella sana dottrina, che ogni giorno di più è convalidata dall'esperienza, e si cerchino gli opportuni rimedi. Ora questa dottrina conclama che Dio è autore della vita e delle sue leggi: che è vindice dei diritti e della dignità della persona umana; di conseguenza che Dio è «nostra salvezza e redenzione!»”.

Ed è per questo che chiede la preghiera a Maria, per tutto il mese di ottobre. Un po’ come la maratona di preghiera che ha voluto Papa Francesco per chiedere a Maria di salvare l’umanità dalla pandemia e dai sui effetti devastanti. 

Alla fine la continuità della Chiesa è nella preghiera. Nella lettera del 1959 il Papa chiudeva chiedendo di “recitare il rosario con particolare devozione anche per queste altre intenzioni che tanto Ci stanno a cuore: e cioè, affinché il sinodo di Roma sia fruttuoso e salutare per questa Nostra alma città e affinché dal prossimo concilio ecumenico - al quale voi parteciperete con la vostra presenza e col vostro consiglio - tutta la Chiesa ottenga una affermazione così meravigliosa, che la vigorosa rifioritura di tutte le virtù cristiane, che Noi da esso Ci attendiamo, serva di invito e di sprone anche per tutti quei Nostri fratelli e figli, che sono separati da questa sede apostolica”.

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