Il no alla benedizione delle coppie gay, la conferenza episcopale tedesca non ci sta

Ma alcuni vescovi invece ringraziano per il chiarimento

Il Vescovo di Limburg Georg Bätzing
Foto: Conferenza episcopale tedesca
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 Il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (CET), monsignor Georg Bätzing, prende atto del “no” della Congregazione per la Dottrina della Fede alla benedizione delle coppie omosessuali, ma promette di portare questo «punto di vista» all´interno della discussione del Cammino Sinodale.

«Il Cammino sinodale che la Conferenza Episcopale Tedesca insieme al Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (ZdK)  – si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio dalla CET - ha messo in moto, si sforza di discutere il tema delle “relazioni durature” in una maniera generale, che consideri la necessità e i limiti di uno sviluppo della dottrina della Chiesa. I punti di vista, difesi oggi dalla Congregazione della fede, devono essere introdotti in queste discussioni e lo saranno». 

Fatta salva la bontà di ogni approfondimento e discussione, il documento della Congregazione della fede – “Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso” – a dire il vero sembrerebbe non lasciare troppo margine a dibattiti o repliche: «Non è lecito – si legge nel documento alla cui pubblicazione lo stesso Papa Francesco ha dato il suo “assenso” - impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso».

Il «Cammino sinodale», iniziato dalla Chiesa tedesca con una messa inaugurale nella prima domenica di Avvento del 2019 e con la prima assemblea a fine gennaio 2020, è organizzato in quattro fora di discussione. Uno di essi è dedicato proprio alla morale sessuale e porta il titolo “Vivere in relazioni funzionanti – Vivere l´amore nella sessualità e nella relazione”. Il Responsum della Congregazione della fede peserà ora come un macigno nelle discussioni dei sinodali tedeschi. 

La disponibilità alla benedizione delle unioni gay – o per lo meno a discuterne – è piuttosto diffusa tra i presuli tedeschi. Lo stesso monsignor Bätzing, nel maggio 2020, si era dichiarato «aperto» alla possibilità di benedire le coppie omosessuali, ammettendo «che non pochi soffrono del fatto che il loro rapporto non riceva il pieno riconoscimento della Chiesa». In qualità di vescovo di Limburgo, Bätzing aveva interpellato nel 2019 i teologi ponendo loro la domanda: «Coppie che non possono o non vogliono sposarsi in chiesa chiedono la benedizione - cosa fare?». La risposta dei 38 teologi interpellati è arrivata a fine gennaio 2021 e 32 di essi si erano dichiarati favorevoli a benedire queste coppie. 

Anche il suo predecessore alla guida dei vescovi tedeschi, Reinhard Marx, in una intervista alla rivista Stern del dicembre del 2019 si era dichiarato ben disposto verso questa proposta, lanciata già nel 2017 da monsignor Franz-Josef Bode, vescovo di Osnabrück, all´indomani del voto favorevole del Parlamento federale alla legge sul “matrimonio per tutti”. «La Chiesa – dichiarava Marx alla rivista Stern - non può sminuire un rapporto omosessuale solido, in cui ciascuno dei due partner rimane a fianco dell'altro per anni». 

Deluso della decisione della Congregazione della fede si dice Thomas Sternberg, presidente del Comitato Centrale dei cattolici tedeschi e come il suo “compagno di cammino” Bätzing, anche lui promette di discuterne nella assemblee sinodali: «In questo cammino comune dei vescovi cattolici tedeschi e della ZdK, la benedizione delle persone continuerà ad essere un tema. Non solo in Germania, ma in molti paesi della Chiesa universale, si sta discutendo la benedizione delle coppie dello stesso sesso». 

I presidenti del forum del Cammino sinodale, specificamente dedicato al tema della sessualità, “Vivere in relazioni funzionanti”, il vescovo di Aquisgrana, monsignor Helmut Dieser e Birgit Mock, vicepresidente della Federazione cattolica tedesca delle donne, in una nota sul Responsum della Congregazione della fede, si augurano di poter «sviluppare l'insegnamento della Chiesa in dialogo con la realtà della vita delle persone e le intuizioni delle scienze umane». «Il nostro forum – prosegue la nota - discuterà in profondità questo documento romano». Il comunicato del Cammino sinodale crede di ravvisare inoltre nel Responsum una apertura alla possibilità che la benedizione delle coppie omosessuali possa scaturire «da una sincera volontà pastorale» di accompagnare queste coppie nella accettazione della loro vocazione battesimale, anche se «questa possibilità è rigorosamente respinta a livello dello sviluppo dottrinale odierno».

Decisamente deluse anche le associazioni cattoliche delle donne, come la Comunità delle donne cattoliche di Germania: «Respingiamo chiaramente la posizione di Roma pubblicata oggi, anche se conosciamo la tensione tra la dottrina della Chiesa e la realtà della vita delle persone. Per noi è chiaro che dobbiamo continuare a parlare di questo tema nel Cammino sinodale».

Ancora più battagliere le donne della Federazione cattolica tedesca delle donne: «Prendiamo atto del no categorico di Roma, ma vediamo nella via sinodale, che stiamo percorrendo insieme alla ZdK e alla Conferenza episcopale, l´approccio giusto per continuare a pensare alle relazioni di successo e a prendere decisioni appropriate»

Il primo vescovo tedesco, invece, a salutare positivamente questa decisione della Congregazione della fede, è stato monsignor Rudolf Voderholzer, vescovo di Ratisbona, in un comunicato della sua diocesi. «Accolgo con favore il Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede – si legge nella nota della diocesi di Ratisbona - e la ringrazio per il suo chiarimento». 

Dal suo sito internet anche il vescovo di Passau, monsignor Stefan Oster – che recentemente era stato attaccato da una associazione “arcobaleno” bavarese per via di una sua omelia sulla “sacra famiglia” tenuta il 27 dicembre scorso - plaude alla decisione della Congregazione della fede: «Sono quindi grato per questa dichiarazione del Dicastero e spero che possa dare un orientamento e quindi anche promuovere una maggiore unanimità». A suo avviso la risposta della Congregazione non deve suonare come una esclusione delle coppie omosessuali dalla vita della Chiesa: «Per me, la spiegazione da Roma è allo stesso tempo un mandato per raggiungere in particolare quelle persone che si sentono frenate o ferite da una tale enfasi sul sacramento del matrimonio».

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